GLI OCCHI DEL DEMONIO

1907 Parole
La musica è talmente alta che non riesco nemmeno a sentirmi i pensieri, il corpo sembra nuotare a ritmo di musica. Alla radio c’è la canzone dei The Black Eyed Peas-Boom Boom Pow. Subito dopo quella di Jeramih-Birthday s*x. > > cerco di fingere una risata, ma la verità è che non sono ancora riuscita a superare tutta la situazione di Marius, e quel periodo lo rivivo ancora e ancora ogni volta che un ragazzo si avvicina a me più del dovuto, ma preferisco mostrarmi forte e non parlarne con i miei amici, soprattutto quando mia sorella sta nei paraggi. > acclamo entusiasta. > > > L’ironia di Ines non fa altro che rafforzare ancora di più la mia voglia di passare la serata da sobria. > rido dandoli una spinta che la fa sbattere contro Raquelle, che è troppo impegnata a mandare messaggi, facendoli cadere il telefono per terra. Giusto il tempo che io possa afferrarlo e leggere il destinatario. > > Chiudo il discorso ridandogli il telefono. Non ci accorgiamo neanche che Adri ha parcheggiato. Metto la mano nella borsa di Ines e le sfilo il pacchetto di sigarette. Ne accendo una e il gusto del tabacco mi inonda la bocca, aspiro quel tiro come se fosse la prima volta. > rido. Mi sento talmente sicura di me stessa che non osservo neanche che accanto alla mia macchina c’è l’alfa 147 di Anastasia. E intravedo uscire dalla macchina una chioma bionda d’orata, sento il rumore di quei tacchi a spillo, la silhouette snella e ben proporzionata si avvicina a me. Le sue labbra rosse e i suoi occhi verdi mi irrigidiscono all’istante, era l’ultima cosa che volevo vedere questa sera. E come se non bastasse mi posa una mano sull’omero. > I suoi occhi mi fanno bollire dalla rabbia. > > Faccio un altro tiro dalla sigaretta e gli soffio il fumo in faccia .> La sfido non spostando neanche per un secondo lo sguardo dal suo! > Si allontana con quella camminata da felino regale. > sento Ines dietro di me. > i modi di Adri di rassicurarmi non smetteranno mai di sorprendermi. > ribadisco buttando la sigaretta per terra, schiacciandola con il piede. > rido imitando Ana. > > > mi minaccia. > Superiamo il parcheggio delle macchine e ci fermiamo a prendere un caffe intanto che aspettiamo l’apertura delle iscrizioni. Ed eccolo Lì...... Lo rivedo, ha un giacchetto di pelle, e adesso riesco ad osservare anche la sua altezza. Ha un’aria molto tranquilla, quasi annoiata. Ha le braccia incrociate e i muscoli sembrano soffocare in quelle maniche di pelle. Dà la mano a un ragazzo che sembra uno dei soliti concorrenti del gioco. Gli da una pacca sulla spalla e quando si gira vedo Daniel. Sembrano conoscersi molto bene, osservo una certa familiarità tra di loro. Beviamo il caffe e ci mettiamo in fila per l’iscrizione, ci ribadiscono che le macchine che saranno guidate saranno solo quelle della gara e che nessuno può includere la propria auto, quindi nessuno sa quale macchina guiderà e non avrà nessuna conoscenza del veicolo, a meno ché non ne abbia già guidata una dello stesso tipo. Nella fila ci siamo solo io, Anastasia, un’altra ragazza che conosco solo di vista dalla scuola e un ragazzo, il quale vedendo la competizione femminile decide di lasciare per il prossimo giro, ciò che fa cambiare idea anche ad Adri, e la cosa mi rende più che compiaciuta. Non vorrei sentirmi guidata o peggio ancora sgridata da lui quando guiderò, l’unico con il quale io abbia mai guidato è quel bastardo... In gara ci sono 4 macchine dalle quali scegliere, una Hyundai i 10, una Volkswagen golf, una peugeot 207 e una ford focus. Ovviamente Anastasia sceglie la peugeot 207 quindi io vado per la golf, sicura di me. La terza ragazza va con la ford e mentre ci avviciniamo alle auto il ragazzo misterioso prende il microfono e ci capta l’attenzione a tutti. > Fa una lunga pausa e prima di parlare mi fissa negli occhi, e per un’istante il mio cervello fa un salto a due giorni fa, quando me lo sono sognata con me nel mio piccolo rifugio, a sentire le sue labbra sulle mia e le sue mani intorno alla mia vita. Per un momento tutte quelle sensazioni mi inondano il corpo. Ma salto al suono della sua voce. > ride sarcasticamente. > ride di nuovo, e io già mi sento rossa come un peperone. > ride assorbendo la venerazione emanata dal pubblico. > La musica comincia a pompare nelle casse, i bassi mi fanno scivolare l’adrenalina nelle vene, rassicuro i ragazzi della cazzata che sto per fare e salgo in macchina. Sistemo il sedile, allaccio la cintura, posiziono gli specchietti e metto la chiave nel contatto. Accendo il motore, spingo la frizione e mi sento la gamba tremare sul pedale, faccio dei lunghi sospiri e ho paura per un’istante che abbia fatto la peggior scelta di tutta la giornata, ma al diavolo le paure. Metto in prima e accelero al massimo con la frizione ancora spinta per sentire cosa può causare questa piccola bestiolina. Il rumore del motore mi tranquillizza, l’adrenalina mi riscalda le braccia e sento il cuore uscire dal petto. Faccio portare la lancetta dei contagiri a 3000 e non appena sento il fischio di partenza lascio la frizione e cambio marcia, partendo in un’adorabile sgommata. Adoro l’odore delle gomme sull’asfalto, e per un momento non penso più alla gara, ma mi diverto e accelero come se la strada non avesse fine. Alla prima curva inizio a percorrerla, per un piccolo secondo spingo il freno, scalo la marcia e comincio a sterzare, non appena sento il piede sull’acceleratore controsterzo e la macchina sembra volare sulla strada. Non mi rendo neanche conto quando sono la prima a tagliare la linea di traguardo. Parcheggio la macchina in un’altra sgommata e scendo saltellando. > Rido e neanche io riesco a contemplare come alla fine della prima corsa sono riuscita a lasciare in fumo le altre due. > La sua voce mi riporta a quel sogno. Adesso non ho solo in mente il fatto di dimostrare ad Anastasia cosa so fare, ma voglio lui ad un tavolo con me e un bicchiere di vino. Sono tanto presa dalle mie idee che non appena torno coi piedi per terra la seconda gara sta per iniziare. Questa volta, intravedo delle persone con dei gilè fluorescenti che postano dei ostacoli per strada. Nella seconda fase della gara non conta solo la velocità ma bensì la tecnica e i slalom tra gli ostacoli. Mi avvicino alla macchina, e mi blocco. Vedo lui che si prepara, libera i muscoli da quelle maniche di pelle, fa un lungo respiro. E il mio desiderio di averlo a quella cena aumenta. Ho la sensazione di avere un aspetto incompiuto, non penso sicuramente all’aspetto fisico… ma mi e bastato osservare il suo sguardo per capire che quando non lo vedo c'è qualcosa che manca. Non mi sto prendendo una cotta, sarebbe troppo strano. Ma c’è qualcosa di quei occhi che mi fanno voler di più. Voglio capire cosa c’è di misterioso in loro. Cosa fa sì che mi attirino in quella maniera. Mi ritrovo in macchina, e sento il suo sguardo come penetra dalla finestrino di una honda quarta serie Dc5 del 2006 blu acqua, coupé. Adesso la strada è molto stretta e sconnessa. Una strana idea mi assale, non siamo allestiti con alcun genere di dotazioni di sicurezza e le mani cominciano a tremarmi sul volante. Chiudo gli occhi e faccio un bel respiro. ‘’non sarà mica adesso il momento di fare la bambina’’. Apro gli occhi e non appena sento il fischio del via, alzo il piede dalla frizione mentre accelero al massimo. Osservo Anastasia che mi oltrepassa. Tutto d’un tratto la honda gli taglia la strada come se mi avesse ceduto il posto, lasciandomi giusto il posto di passare. Oltrepasso gli ostacoli, e sento la macchina slittare. Controsterzo e non appena riesco a riprendere l’equilibrio intravedo lui alla mia destra con un sorriso malizioso. Ho la sensazione che abbia frenato sull’ultimo, perché mi ritrovo di nuovo a fine gara tagliando per prima la linea del traguardo. Scendo dalla macchina e non percepisco gli applausi e gli abbracci di Ines e Adri, perché l’unica cosa sulla quale mi sono soffermata, è il perché della sua frenata finale. > si avvicina a me allungandomi la mano. Stringo la sua ancora tremando e al solo tatto della sua pelle una strana sensazione mi travolge il corpo. È cosi freddo, e la sua stretta cosi forte quasi da sembrare che si stesse trattenendo per non ferirmi. > gli rispondo stupita. > > rispondo ancora stupita dall’idea della vincita. Ma mentre mi allontano per tranquillizzarmi, e assicurarmi che non sia stata l’unica a osservare la frenata. Non faccio in tempo ad aprire bocca e chiedergli ad Adri cosa abbia visto che lui, con una voce tranquilla e allo stesso tempo imponente…. > ride mentre percepisce il mio imbarazzo. > rispondo cercando di sembrare impassibile alla sua arroganza. > Si allontana da me e mi lascia con quel sorriso ebete in faccia. Cerco di riprendermi e prendo Adri per il braccio. > > ride dandomi un abbraccio. > > Anastasia, mi urta l'udito. Il suono della sua voce mi fa bollire il sangue nelle vene, vorrei solo poter far passare le mie mani intorno al suo bel collo e staccargli la testa dalle spalle. Ma effettivamente non vale la pena passare anni in galera per compiacere i suoi desideri di morire giovane. > Ines e il suo modo di fare il mio avvocato. Certe volte non capisco se le sue frasi sono fatte per squilibrare quelli alle quali sono indirizzate, oppure me. > il braccio di Raquelle sulla mia spalla mi rinforza la convinzione di aver vinto per conto proprio. Ci avviciniamo alla cassa, per prelevare il premio, e mentre dobbiamo salire in macchina, Raquelle fa un passo indietro e strilla terrorizzata. > cerco di tranquillizzarla. Mentre Adri comincia a cercarlo, vedo Daniel farsi una bella risata, e lo osservo con il telefono di Raquelle in mano. Lascio fare a mia sorella guardandoli bisticciare sul fatto che lui abbia letto i messaggi tra lei e il fratello. Salgo in macchina e appoggio la testa al finestrino. Inspiro sicurezza ed espiro paure, la mia giornata non poteva andare meglio. Magari e proprio vero che i 18 anni ti cambiano la vita, magari il mio momento sta per arrivare, oppure sono solo sciocchezze che mi assalgono il cervello dopo tutta l’adrenalina accumulata. Persa tra i miei pensieri mi rendo conto di non aver neanche scambiato i numeri di telefono con Marcus. > esclamo ironicamente per non far notare la delusione che mi fuoriesce dalle parole per non aver la sicurezza che lo rivedrò domani. > la risata di Ines si trasforma in fretta in un singhiozzo maialesco da far scoppiare tutti in una risata a crepapelle. > > finisco ridendo. > la curiosità isterica di Ines mi lascia perplessa. > > Non appena finisce la frase i ricordi di quell’estate passata a fumare e bere mi fanno stringere il cuore nel petto, e come uno schiocco di dita torno alla realtà, a colpa di una macchina che ci oltrepassa ad una velocità estremamente elevata.
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