UN SEMPLICE COMPLEANNO

546 Parole
c'era un'aria strana in casa, che non vedevo da molto tempo. Come quei giorni di Natale, quando tutta la famiglia si riunisce, come se tutti i problemi e il rancore che ognuno porta dentro svanisse. D'un tratto mi sento assillare da un tumulto di emozioni, per un secondo cerco di dare ragione al mio istinto e di essere felice, di apprezzare tutto quello che in questo momento ho. Però, pur essendo il giorno del mio compleanno, mi mordo la lingua per farmi tornare con i piedi per terra. Sono le stesse persone che ogni giorno mi rimproverano, le stesse persone che ogni giorno mi dicono che non sono mai abbastanza, che non faccia nulla per ringraziare tutti gli sforzi che vengono fatti, affinché io sia felice. Ma non capiscono che la mia felicità consisterebbe solo in questo, esserci ogni giorno, come in questi giorni. Ed eccola lì, seduta accanto a mia madre, con quell'aria da donna saggia, con quegli occhi grandi, blu e caldi, con quel sorriso che mi neutralizza ogni pensiero negativo. > Corro da lei inginocchiandomi. Poso la testa sulle sue ginocchia, lasciandomi accarezzare i capelli, come facevo quando ero solo una bambina. > Sorride, posando la sua calda mano sulla mia guancia, e con un gesto calmo e docile mi avvicinò la fronte alle sue labbra, baciandomi. > Ci abbracciamo, e d'un tratto mi sento di nuovo piccola. Cullata nelle braccia della nonna, ad ascoltare quella ninna nanna che mi faceva addormentare. sento quell'odore di canella e di zucchero filato, che gli esce dai capelli. Mi sento protetta, non potrei chiedere nulla di meglio di questo! > > Non faccio in tempo a ringraziarli, che mamma attira l'attenzione di tutti, dando il tono ai Tanti auguri assieme la torta. Divento rossa, e mi sento imbarazzata. Ogni volta è così, ecco perché non ho preferito avere una festa da diciottenne come la maggior parte delle ragazze che conosco. Basta avere accanto le persone, che anche se certe volte mi rendono la vita un inferno, non riuscirei mai a fare a meno di loro, e dei loro tormenti. Il pomeriggio passa in fretta, l'atmosfera rimane costante, stranamente. Faccio un lungo respiro, come se mi stessi preparando per una confessione, e sposto la sedia per alzarmi. Alzo il bicchiere di champagne, e con un tono caldo, cerco di scusarmi per ciò che sto per fare. >sghignazzo provando a rimanere seria. > Bevo un sorso dal bicchiere, prendo Adri, Rachele e Ines con me. > > sorrido mostrando tutti i miei denti ad Adri, e scappo su per le scale lasciandogli lì ad aspettarmi. mi lego i capelli, metto i jeans blu, è una maglietta nera. Prendo il giacchettino di pelle, e disegno un bel strato di rossetto rosso sulle labbra. Bagno i polsi con un po' di profumo, e lo spalmo sul collo, appena sotto la mascella. Scendi le scale, e ritrovo i 3 ad aspettarmi ancora dove li ho lasciati. Prendo Ines e Rachele per mano, e mi giro verso Adri. > > >poso un bacio sulla guancia di Adri, e lo convinco a salire in macchina. > urliamo tute e tre a pieni polmoni, obbligando Adri a darsi uno schiaffo sulla fronte, come in segno di protesta.
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