Ho il sapore delle sue labbra sulle mia. Lo guardo ipnotizzata negli occhi senza sbattere ciglia.
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> le rispondo distratta.
> me lo chiede a 5 cm dal viso, fissandomi negli occhi, accarezzandomi.
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> Ride maliziosamente.
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Ma è bipolare o cosa? Prima quasi mi insulta, poi mi soffoca con i suoi baci e adesso vuole portarmi al mare?
> E si gira verso la macchina aspettando che lo segui.
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Non volendo sentire ragioni. Torna sui suoi passi, mi prende in braccio e mi porta fino alla macchina, io da ragazzina obbediente lo assecondo allacciandomi la cintura, dopotutto ricordo ancora benissimo come guida.
Lungo la strada ci fermiamo a mangiare, e sembra tutto così normale. Ridiamo e parliamo del più e del meno, e trovo il momento opportuno per chiedere di lui, della sua infanzia.
> Inizia, abbassa lo sguardo e prende un respiro profondo. Si passa la mano fra i capelli folti, facendoli tornare al loro posto.
> finisce, sforzando un sorriso.
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...
Restiamo in silenzio, e la musica alla radio mi tranquillizza al punto di farmi quasi addormentare. Mentre guida posa la sua mano sulla mia gamba. Di tanto in tanto lo sento guardarmi e lo intravedo sorridere. Come fa a calmarmi così tanto e allo stesso tempo a scatenare il peggior incubo dentro me?
Dopo 4 lunghe ore di viaggio mi sveglia. Mi apre la portiera della macchina e io resto stupita. La luna è piena e sorge sul mare, intorno solo vegetazione e sabbia. Le onde del mare e il suono dei gabbiani sono le uniche cose che si sentono intorno. Non c'è traccia di persone, né di palazzi o negozi. Sembra un piccolo pezzo di paradiso perduto sulla terra.
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Levo le scarpe insieme ai calzini lasciandoli in macchina. Corro sulla spiaggia e cammino lungo il mare, lasciando l'acqua accarezzarmi i piedi.
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> Lo istigo entrando in acqua.
> Lo vedo avvicinarsi all'acqua posando sulla sabbia dei bicchieri e una bottiglia di vino rosso. Poi stende un sottile telo blu trasparente.
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> Strilla passandosi la mano tra i folti capelli che al bagliore della luna sembrano neri, e che strano, il suo viso e quasi pallido, illuminato dalla luna. E i suoi occhi, dio, i suoi occhi anche da lontano fanno tremare la terra sotto ai miei piedi. È strano, ci conosciamo da poco tempo e si è già permesso di prendere una tale iniziativa.
Lo chiamo a me, mentre nel fra tempo mi sono mezza immersa nell'acqua.
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Si avvicina poco poco al margine dell'acqua. Ed io a lui. Lo vedo titubante. Allungo le braccia verso le sua non appena mi trovo a circa 10 cm da lui, e posso giurare di aver visto le vene sul suo collo gonfiarsi per un secondo. Mi accarezza le braccia bagnate dall'acqua e mi tira a sé. Affonda il naso nei miei capelli, quasi, portandosi via tutta la mia energia. Alzo gli occhi per guardarlo, si morde le labbra e lo imito istintivamente. Mi afferra i capelli tirandoli lentamente, scoprendo il collo. Le sue labbra toccano la mia pelle e le sue mani mi stringono sempre più forte a sé. Mi alza in braccio e mi gira, posandomi sulla sabbia. Continua a baciarmi mentre le onde del mare ci accarezzano i piedi immersi in acqua. La luna sembra volerci lì. E i nostri respiri si uniscono...
Mi sono regalata a lui. Non so se posso chiamarlo sconosciuto ormai. Ma so che ogni parte del mio corpo ha il suo nome gravato dentro.
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