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Ines sta girando agitata per la casa urlando, e bestemmiando come se da un momento all'altro qualcuno, potendo sentirla, sarebbe arrivato nel suo soccorso. Ma no, purtroppo le cose non sono così facili.
> le ordino sbalordita anche io dal tono di voce usato.
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E non finisce neanche la frase che la vedo uscire dalla porta della casa quasi correndo. Ed effettivamente io le vado dietro.
Che razza di incubo è questo?
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Non faccio altre domande e la seguo. Torniamo a casa mia, e le cose si fanno abbastanza strane quando lei, con il minimo rispetto che si ritrova, entra in casa e sorpassa mia madre senza salutarla. Corre su per le scale in camera mia e afferra le chiavi della spider.
Tento di rallentarla, ma inutilmente.
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Lascio mia madre con le parole in bocca, prendo Raquelle per mano e saltiamo in macchina fidandomi dell'istinto di Ines. Durante il viaggio spiego tutto a mia sorella.
...
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Mi guarda sorridendo, e ne sono convinta che quel sorriso non è uno dei tanti suoi sorrisi felici, ma bensì quello da psicopatica che sta tramando qualcosa. E ne ho la convinzione quando ci fermiamo davanti casa della persona che sua nonna più odia al mondo. Ed è strano perché è il suo proprio figlio. Da quello che so e quello che la gente dice in giro, non si parlano più perché lui ha scelto di sposarsi una donna non zingara.
Ines parcheggia la macchina è ci fa cenno di seguirla. E noi due mezze terrorizzate con le teste abbassate e con mille idee strane nella testa, obbediamo. Entriamo nel cortile di quella casa che pare abbandonata da secoli. Ines bussa alla porta ma non ricevendo risposta la spinge. La porta si apre con un scricchiolio e pare cadere a pezzi da un momento all'altro.
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La casa è completamente buia, le tende sono tutte impolverate. Il salotto sembra non essere pulito da settimane, c'è un odore pesante, di sigaro e affumicatura. Le sedie sono girate e alzate sul tavolo, le ante degli armadi sono tutte slogate e penzolanti. Mi porto la mano al naso e vedo Raquelle fare lo stesso. I fornelli della cucina sono pieni di grasso, non si riuscirebbe a distinguere il vero colore neanche usando l'acido per pulirlo. Ad un tratto le scale che portano su al secondo piano cominciano a scrocchiare. E dei passi possenti si sentono scendere. Eccolo lì, scendere dalle scale. Compare con una lampada in mano. Ha i capelli quasi grigi, e gli occhi incavati nel viso. Le labbra sono coperte da una folta barba marrone.
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Va nel cortile e torna dopo una ventina di minuti, ha un sigaro acceso. Se lo porta alla bocca, aspira il fumo di quella roba che puzza, e lo butta fuori guardando me e Raquello con uno sguardo critico.
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> le si avvicina porgendole la lettera. Lui le dà uno sguardo dalla testa ai piedi osservandola con attenzione. Poi leggendo quella lettera ci dice di accompagnarlo sopra sulle scale. Salendo le scale, ci ritroviamo in un corridoio abbastanza luminato. Ci sono 4 porte ai lati del corridoio e una alla fine di esso. Ci fa entrare nell'ultima stanza e chiude la porta alle nostre spalle. La camera è piena di libri e fogli, di candele e incensi. Di strane statuette e di telescopi sparsi di la è di qua. C'è una lavagna piena di gesso bianco, e ad essa attaccata una mappa che sembra provenire dall'epoca del cretaceo.
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> ribatte lui ironicamente.
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Ines finisce di raccontare a suo zio ciò che le è successo, mentre io seduta su una poltrona stranamente pulita, osservo Raquelle che guarda con attenzione tutte le cianfrusaglie di quella stanza.
> mi alzo e mi avvicino a lei. Mi indica una foto in bianco e nero su un armadio. Ma non ci faccio troppo caso all'inizio, perché la mia attenzione viene rapita dalla stessa statuetta che ho visto nel bosco, il giorno del mio compleanno. È la stessa statuetta solo che è molto più piccola.
> Chiedo indicandola.
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Lo guardo curiosa. Sta supponendo che io debba sapere chi sia questa Lilith. E io come diavolo faccio a saperlo.
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Si alza dalla sedia e pare cercare un libro in quella specie di biblioteca che c'è sulla sinistra della stanza.
> Fa compiaciuto. E ci tende la bibbia aperta.
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Genesi 6:1-8
"Quando gli uomini cominciarono a
moltiplicarsi sulla terra e nacquero
loro delle figlie, i figli di dio videro
che le figlie degli uomini erano belle
e ne presero per mogli a loro scelta. "
> Le chiedo incuriosita.
Si gratta la barba e si riporta il sigaro alla bocca. Si siede e buttando il fumo fuori dai polmoni si schiarisce la voce.
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*gage=non zingare(maschile:gagi)
*Beng=diavolo, angelo caduto.