Ma non fu quella la parte peggiore. Tenere a bada la tentazione di affondare il piede sull’acceleratore diventava ogni secondo più difficile: quella fu la parte che veramente detestò. Si trovò immerso in migliaia di occhi, un oceano di occhi fluttuanti sul parabrezza, sul tettuccio, sui finestrini, ovunque. E lui li fendette, come Akab fendeva le onde durante la caccia alla Grande Balena Bianca Moby d**k. Occhi sporgenti, anfibi, dotati di palpebre che emanavano un bagliore giallo, di una tonalità cupa come quella di certe mattine estive nelle città particolarmente inquinate, un bagliore malato che si alimentava del fiato dei morti. A un certo punto quella miriade di sguardi terrificanti iniziò a diminuire e solo allora Pablo si accorse di avere trattenuto il respiro per tutto il tempo. Do

