XX. Il messaggero

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XX. Il messaggeroPer tutto il resto della giornata, Rosamund rimase nella propria cabina, in preda all’ansia di sapere qualcosa sul piano di Sakr-el-Bahr; poi, verso sera, non avendo più rivisto il corsaro, non fu più capace di domare la propria impazienza e tornò a uscire – e anche questa volta nel momento meno opportuno. Il sole era tramontato: e tutti a bordo erano prostrati per la preghiera della sera. Rosamund se ne avvide, e si ritirò istintivamente dietro la tenda, per rimanere al riparo finché la preghiera non fosse terminata. Poi, quando l’equipaggio ebbe ripreso le proprie occupazioni, ella si riaffacciò sulla soglia della cabina, pur senza oltrepassare i due fidi nubiani che vi stavano di guardia. Dal suo posto d’osservazione, tuttavia, poté scorgere sotto la tenda Assad col fi

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