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321 Parole

54 Dopo una breve tregua, di nuovo raffiche di pioggia contro la tapparella. «Perché, cos’è successo?» domandò Annibale. «Ero una ragazza carina». Sorrise: «Ancora vergine. Ero la più giovane del gruppo e l’unica femmina, sconosciuta per giunta, assieme a quattordici uomini quasi tutti già arrivati, col loro ristorante ben avviato. Mi guardavano chiedendosi come avessi fatto a finire lì. T’immagini l’imbarazzo? Per non parlare di Carlo, intimorita com’ero, per oltre un mese non gli ho quasi rivolto la parola. Anche lui mi parlava il meno possibile, si atteneva alle spiegazioni tecniche». «L’hai capito subito che gli piacevi?». Cecilia guardò Annibale con incredulità, come poteva saperlo? Eppure era così, aveva ragione lui, inutile negarlo. «No, non subito» ammise. «Sembrava altezzoso,

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