67 Carlo percepì le mani della strega che saggiavano il letto. Era sicuro si trattasse di lei. Le immaginò scarne, nodose ed enormi; con le unghie coriacee e giallastre. Erano all’altezza delle sue ginocchia e risalivano inesorabili il suo corpo. La creatura malvagia lo stava mettendo alla prova. Attendeva un sussulto, un segnale che lui fosse sveglio per infilarlo in un baleno nel suo sacco, e portarselo via. Carlo però non si muoveva, nonostante fosse terrorizzato. Incominciarono a battergli i denti, di loro spontanea volontà. Ci infilò la lingua in mezzo. Non aveva mai provato tanta paura in vita sua. Non riusciva neppure a tirare il fiato perché il respiro gli moriva in gola, sentiva l’aria inchiodarsi nell’esofago come dentro una tubatura ostruita, e improvvisamente, per la prima

