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241 Parole

42 Era strano, ora Annibale se ne rendeva conto. Per capirlo aveva dovuto fermare il nastro e riavvolgere gli eventi. Ripercorrerli con lo sguardo, come certe fotografie di fuggevoli scale a chiocciola. Spirali in luoghi desolati, che si raggrumano in un puntino concentrico sfumando nel buio. Sempre più giù, sempre più piccole. Lontano nella memoria. Anche se quei ricordi dall’apparenza remota, risalivano al più a qualche settimana prima. Era quello, il suo lontano nella memoria. Solo tornando all’inizio della storia, “all’inizio di Sara”, basandosi sulle sensazioni e non sui pensieri, solo a quel punto aveva capito che non era il suo corpo ciò che gli mancava, adesso che non la frequentava più. Non erano state le notti in albergo a segnarlo così profondamente, ma la prima sera, quella

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