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52 Via Ugo Bassi, via Lame, via Calori poi il viale. Semaforo rosso. Via Saffi, la via Emilia e infine via Battindarno. L’auto blu si fermò. Cecilia scese dalla macchina, che ripartì subito. Annibale aveva accostato una decina di metri indietro, aprì lo sportello. «Cecilia» chiamò. La donna si congelò, pareva proprio essersi irrigidita per un gelo improvviso. Poi le sue spalle caddero in basso. Si girò. Era sotto un lampione. Il magnifico viso, pallido e illuminato, tra capelli così rossi, tradì vergogna. Con un po’ d’immaginazione si potevano vederle pensieri sotto pelle, guizzare come minuscole serpi. Qualcosa vibrava davvero in lei, qualcosa di vitale che la rendeva unica al di là dell’aspetto. Non era solo un fatto di bellezza. L’estetica non giustificava il subbuglio interiore che

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