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469 Parole

35 Annibale fece appena in tempo ad afferrare la palla di cannone, sul prato del prosperoso giardino, che questa sfrecciò verso il cielo, trascinandolo con sé. L’aria era tiepida e asciutta. C’era un meraviglioso odore di fiori e le rondini ricamavano l’azzurro con il loro volo. In quel momento si accorse che la palla di cannone era diventata la testa di Sara. La afferrò per i capelli, come aveva fatto mentre facevano l’amore, solo con più forza. Stavano volando in alto, ma non aveva paura, volare con lei era bello. Guardò di sotto, il giardino era un puntino verde lontanissimo, non si distinguevano nemmeno più i fiori. E loro due continuavano a salire, oltre le rondini, più su delle nuvole. Solo loro e il cielo, sempre più blu, all’infinito. Accadde qualcosa di logico ma inaspettato.

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