Così intervenni: “Di questi fatti, anche se considerati gravi, tu e i tuoi compagni non potete farvi giudici! L’imperatore Tiberio nella sua clemenza e giustizia ha già risolto, ormai sono 10 anni, la questione e non mi pare proprio il caso di uccidere un uomo per fatti che non si sono più ripetuti. Inoltre, non sei qui in veste di giudice, ma devi rispondere dell’accusa di omicidio. Tu hai ucciso un uomo,” e qui alzai la voce per fargli capire che parlavo seriamente. “Ti verrà salvata la vita forse, se ci dirai chi sei e chi sono i tuoi compagni e dove si nascondono. È molto chiaro il mio discorso: se parli sarai salvo, altrimenti la croce!” Egli mi guardò ancora con odio: mai potrò dimenticare quell’uomo e il volto trasfigurato di un animale che mi osservava con rabbia impotente. “Tu!

