«Che stronzo!»-Ashley inizia ad arricciare i capelli davanti ai miei occhi, guardandomi attraverso lo specchio mentre mi limito ad alzare le spalle.
«Il tuo ragazzo ti ha tradita e non sei arrabbiata?»-assume un'espressione stupita e sdegnata allo stesso, per poi passare le dita nella ciocca arricciata quando Tessa le prende di mano l'arricciacapelli.
«Ti presento Charlie.»-questa volta la mia amica prende la parola,ma mi affretto a correggerla infastidita:
«Charlotte. Non Charlie.»-alzo il mento offesa, indicando il casino che stanno combinando sul mio comò con gli occhi.
«Se andate prima di mettere in ordine non metterete più piede in questa casa.»-le minaccio con un'occhiataccia, mentre stringo le ginocchia al petto e continuo a giocherellare con le maniche della mia felpa sul letto.
«Invece di incazzarti alza il culo dal letto e vieni con noi.»-alzo gli occhi al cielo alle parole di Tessa, mentre la guardo da lontano trasformarsi in un pagliaccio da circo con il rossetto brillante che passa sulle labbra.
Vorrei che sembrasse un pagliaccio, ma dopo quasi mezz'ora di preparazione sembra che Tessa e Ashley si siano trasformate in dive del cinema.
Sono così belle che non riesco a togliere gli occhi dai loro vestiti corti e stretti, che mettono in risalto le loro curve facendomi provare così tanta invidia che stringo i denti al solo pensiero che, a differenza di loro, passerò il resto della serata chiusa nel mio appartamento e sveglia, temendo che Paul possa presentarsi da un momento all'altro.
Dalla notte trascorsa in campeggio ho iniziato a familiarizzare con gli shorts, anche se mi sento togliere il respiro ogni volta che guardo la radice della mia coscia, come se il nome di Matthew continuasse ad esserci anche se mi sono affrettata a lavarlo il giorno stesso in cui sono rientrata a casa dal campeggio.
«Le feste di Taylor sono divertenti.»-Tessa cerca di convincermi, ma per me festa e divertimento non sono sinonimi, anche se ci sarà probabilmente Ian e la sua compagnia non mi dispiacerebbe.
«E non ti lascerò sola.»-aggiunge dopo un paio di secondi, facendomi alzare un sopracciglio all'istante:
«Come l'ultima volta?»-inclino la testa ironica, mentre mi mostra il dito medio quando capisce che non ho intenzione di presentarmi in quella stupida festa da adolescente in calore e dagli ormoni impazziti.
«Divertitevi.»-farfuglio quando Ashley prende in mano la sua borsetta bianca, che si abbina alla perfezione al suo tubino grigio e tappezzato di così tanti brillantini che sono sicura che attirerà l'attenzione di molti degli amici di Taylor.
Invece di aspettare una risposta da parte di Tessa, decido di scendere dal mio letto per avviarmi verso la cucina e preparare un Mojito a modo mio, come Taylor mi ha insegnato a fare un paio di anni fa.
Ho bisogno di bere per svuotare la testa dai pensieri che iniziano a tormentarmi, ma anche per riscaldarmi, dato che negli ultimi giorni il tempo si sta raffreddando così tanto che è impossibile fare una passeggiata di notte per le strade di Seattle senza una felpa addosso. E questo per me non è un problema.
Giro i tacchi per voltare le spalle a entrambe, ma mi sento prendere per le spalle all'improvviso e sento la mia amica lasciare un bacio sulla mia guancia prima che riesca a scappare dalla mia camera da letto.
«Sei una stronza, ma se non togli quella felpa e ti chiudi qui dentro...»-si guarda intorno con disappunto, per poi incrociare di nuovo i miei occhi:
«Arriverai a cinquant'anni che sarai ancora vergine.»-conclude nell'esatto momento in cui assumo una smorfia, ma non mi dà modo di ribattere che mi sorpassa e alza il mento verso Ashley per dirle di sbrigarsi.
Incrocio le braccia al petto e porto un lembo del labbro inferiore tra i denti mentre le guardo allontanarsi per sparire dietro la porta della mia camera, ma non mi muovo dalla stanza fino a quando non sento il portone d'ingresso sbattere.
Non so se prendermela con Tessa per quanto è impulsiva o darle ragione e seguire i suoi consigli, ma non capisco perché le dia così tanto fastidio il fatto che preferisco le felpe ai vestiti che lei ama indossare.
«Non rimarrò vergine a cinquant'anni.»-sussurro tra me e me, guardando la porta come se Tessa fosse ancora davanti a me.
Abbasso le sopracciglia e stringo il labbro tra i denti, prendendo un forte respiro e girando i tacchi per riportare l'attenzione sul casino che si trova ancora sul mio comò.
Mi avvicino lentamente allo specchio, dimenticandomi del tutto del rum che mi aspetta in cucina, per poi afferrare l'arricciacapelli di Ashley tra le dita e riprendere a guardare il riflesso di fronte a me, mentre il modo in cui Matthew toccava i miei capelli bagnati quella sera si fa spazio nella mia testa.
Matthew
«Ne ho bisogno!»-assumo una smorfia infastidita quando la sento urlare al mio orecchio per superare il rumore della musica, ma impreco a bassa voce quando il suo tono arriva dritto alle mie trombe di Eustachio e inizia a darmi sui nervi.
«Allora cerca Hardin.»- mi limito a dire, accomodandomi sul divano di Taylor con Melany che mi stringe il braccio come un'anguilla, mentre Ian è seduto di fronte a me e scommetto che mi sta studiando con gli occhi dietro a quegli occhiali neri.
«Sei geloso.»-le sue labbra della rossa al mio fianco si piegano in un sorriso malizioso, ma questa volta alzo gli occhi e allontano il bicipite dalla sua presa per farle capire che può fare sesso con tutti gli invitati e non mi importerebbe lo stesso nulla di lei.
«Bene.»-la sento dire subito dopo, nell'esatto momento in cui porto una gigantesca bottiglia di birra all'altezza delle labbra e getto la testa indietro, per poi tirare un sospiro di sollievo quando la vedo alzarsi dal divano e allontanarsi sculettando, nell'esatto momento in cui alzo gli occhi sulla figura di Ian, ma non faccio in tempo ad aprire bocca per attirare la sua attenzione che mi anticipa con gli occhi spalancati:
«Cazzo!»-leggo il suo labiale mentre continua a guardare alle mie spalle, il che mi spinge a corrugare la fronte confuso, per poi girare lentamente la testa per capire cosa gli prende.
Sembra che ha visto un fantasma nella pista da ballo, ma quando giro con gli occhi nella folla per seguire la direzione del suo sguardo, le mie pupille si dilatano quando incrocio la figura di Charlie in piedi davanti a mia sorella, mentre si avvicinano nella nostra direzione.
Trattengo il respiro percorrendo il suo fisico di sottecchi, mentre riporto il bicchiere sotto il naso, senza trattenermi dallo stringere il vetro tra le dita con forza quando i miei occhi finiscono sulle sue gambe esili e pallide, ma così scoperte che non mi piace affatto quello che vedo.
Porto di nuovo la testa indietro con il whisky tra le labbra, ma senza smettere di farle i raggi x per tutto il corpo, risalendo verso il suo ventre nascosto dal vestito nero, che ha deciso di mettersi per attirare l'attenzione di tutti gli uomini che ora la circondano.
Le mie dita iniziano ad avvolgere con più forza il bicchiere appena lo allontano dalle mie labbra, mentre assumo un'espressione infastidita appena i miei occhi finiscono sulla scollatura oscena che lascia intravedere la forma del suo seno.
La sua pelle è così scoperta che stringo i denti quando noto che molti degli amici di Taylor si voltano verso di lei con uno sguardo pervertito.
«È così bella.»-le parole di Ian arrivano dritto al mio orecchio appena il mio sguardo finisce sui capelli lunghissimi che nascondono le sue piccole scapole, ma invece di continuare a guardarla come gran parte dei rincoglioniti che mi circondano, mi affretto a lanciare un'occhiataccia al mio socio, che ricambia con un'espressione confusa.
Fino ad ora ero l'unico che aveva visto il corpo di Charlie, ma a quanto pare non è molto diversa dalle altre puttane che mi ronzano intorno.
Mi alzo dal divano davanti allo sguardo confuso di Ian, senza degnare mia sorella e Charlotte di un'occhiata quando si avvicinano al mio socio, per poi allontanarmi da lì con il bicchiere in mano mentre vado in cerca di una donna disponibile tra le amiche di Taylor.
Ho bisogno di essere distratto stasera e la bionda dalle labbra rifatte che mi guarda scendendo i gradini sembra capirlo, quindi mi avvio lentamente nella sua direzione senza guardarmi alle spalle per evitare di pentirmi della mia decisione.
Serro la mascella per l'ennesima volta, continuando a ricambiare il suo sguardo da cerbiatto mentre getto la testa indietro e risucchio il resto del liquido contenuto nel bicchiere, per poi piegare un angolo della bocca verso l'alto per farle capire di seguirmi appena la sorpasso e inizio a salire le scale per raggiungere le stanze al primo piano.
Charlotte
«Rimani un altro po', andiamo!»-Tessa urla con così tanta forza che non ci metto molto a capire che è ubriaca, ma invece di cercare di convincerla a venire con me decido di lasciarla alla tutela di Ian.
«Guarda lui come ti fissa.»-scoppia a ridere mentre punta l'indice alle mie spalle, al che roteo gli occhi e rivolgo una rapida occhiata a Ian per assicurarmi che la mia amica arrivi viva a casa:
«Tienila d'occhio.»-lo supplico letteralmente, ma gli do il tempo di annuire lentamente mentre continua a muoversi al ritmo della musica affianco alla mia amica, per poi voltare le spalle a entrambi e assumere un'espressione seria quando mi accorgo che Tessa aveva notato bene.
Non credo di conoscerlo, ma un uomo moro che vedo per la prima volta nella mia vita ha gli occhi puntati sulle mie gambe, anche se è costretto a incrociare i miei occhi quando si accorge che incrocio le braccia al petto infuriata.
Impreco a bassa voce appena lo vedo distogliere gli occhi, quindi mi affretto a girare i tacchi e incamminarmi verso l'ingresso della casa di Taylor per ritornare al mio appartamento.
Mi viene da ridere al solo pensiero di aver voluto perdere la verginità stasera, quando invece ho minacciato ogni singolo uomo che ha provato a ballare a meno di un metro di distanza dal mio corpo.
E quando non mi accorgevo del fatto che qualcuno iniziava a corteggiarmi, Ian si preparava a tirare fuori le unghie in modo protettivo.
Non mi sono arresa e sono sicura che un giorno mi farò toccare da qualcuno. Qualcuno che non sia pervertito come Paul o bastardo come il mio capo.
L'ho spiato di sottecchi mentre si allontanava con quella donna senza degnarmi di un saluto, ma sono sicura che aveva di meglio da fare, piuttosto che accorgersi del mio ... cambiamento.
Mi sento diversa dal solito, ma non mi sono messa questo vestito corto per farmi vedere da Matthew. Anzi, sapevo che non mi avrebbe calcolata stasera, ma dopo il modo in cui mi ha trattato ieri sera mi ha fatto credere che qualcosa in lui fosse cambiato.
' Non voglio più vedertela addosso. ' - ha detto senza peli sulla lingua, facendomi capire che odia le mie felpe, ma a quanto pare mi odia a prescindere anche con un vestito corto addosso.
«Vuoi dirmi come ti chiami?»- mi fermo sul posto e mi guardo intorno con le palpebre spalancate, ma capisco che il moro di poco fa si rivolge proprio alla sottoscritta quando volgo le spalle alla mia macchina.
«No.»-dico con un tono ovvio, indurendo la mia espressione appena incrocio o suoi occhi, ma non faccio in tempo a dargli di nuovo le spalle con indifferenza e aprire la portiera della mia auto, che i suoi passi dietro di me mi fanno voltare di nuovo nella sua direzione.
«Andiamo, è da ore che ti aspetto.»-dice con un tono così malizioso che no so se scappare con la mia macchina e tornare il prima possibile a casa senza rivolgergli la parola, o prenderlo a schiaffi per fargli capire con chi ha a che fare.
Opto per la seconda opzione quando lo vedo fare un altro passo in avanti, ma non faccio in tempo a sparare la prima parolaccia, che una voce a me famigliare attira l'attenzione di entrambi:
«Serve un passaggio?»
Il tono rauco della sua voce mi costringe a stringere le dita in due pugni e incrociare i suoi occhi da lontano, notando che è serenamente appoggiato al pilastro vicino al portone, mentre stringe una sigaretta tra le labbra senza spostare gli occhi da quelli del moro, nell'esatto momento in cui lo sconosciuto al mio fianco fa dei passi indietro per allontanarsi, come se conoscesse questo bastardo, ma quando il modo in cui ha portato via quella donna poco fa ritorna tra i miei pensieri, mi affretto ad aprire bocca con un tono freddo, mentre gli do le spalle per entrare nella mia macchina senza pensarci due volte:
«Non sono Tessa.»