16)Ho visto di meglio

2005 Parole
Stringo il labbro inferiore tra i denti e mi affretto a lanciare un'occhiata rapida verso le tende per assicurarmi che stanno tutti dormendo, a prescindere dai due che ora stanno facendo altro. Prendo un forte respiro e riprendo a guardare le acque limpide del fiume di fronte a me, rabbrividendo quando faccio un passo in avanti e l'acqua inizia a bagnare le mie caviglie. Una sensazione di piacere mi porta a gettare leggermente la testa indietro, mentre inizio a dare mentalmente ragione a Ian e alla sua stupida, banale leggenda. «Al diavolo!»-inizio a imprecare a bassa voce, riprendendo a guardare alle spalle per un millesimo di secondo per assicurarmi che davvero tutti stanno dormendo, quindi porto le mani alla base della mia felpa e mi affretto a sfilarla dalla testa prima di rendermi conto di quanto sia folle l'idea di fare un bagno in questo fiume ora. Sarà mezzanotte passata, ma ciò non mi impedisce di continuare a guardare verso le tende mentre porto luna mano all'altezza del bottone dei pantaloncini leggeri che ho deciso di indossare. Mi affretto a lanciare alla riva i miei indumenti, abbastanza lontano da fare in modo che non si bagnino, per poi privarmi persino dell'elastico che stringe i miei capelli e lasciar cadere le ciocche morbide e ondulate sulle mie spalle. Solo ora mi rendo conto di quanto sono cresciuti miei capelli, tanto che rischio di bagnare le punte quando l'acqua arriva all'altezza dei miei fianchi. Chiudo gli occhi e mi lascio accarezzare le gambe dal flusso lento dell'acqua, anche se inizio a tremare quando le mie mutandine vengono bagnate. Mi chiedo perché non mi è venuto in mente di fare un viaggio così prima d'ora. Ora che ho memorizzato questo posto prometto a me stessa di ritornarci, con o senza i miei amici. Piego gli angoli della bocca verso l'alto, spalancando le palpebre per fissare la luna che illumina il fiume, mentre faccio un giro intorno a me stessa lentamente con l'intenzione di memorizzare ogni singolo dettaglio della foresta che mi circonda, ma le mie labbra lasciano un gemito e salto sul posto per la paura quando i miei occhi finiscono sulla figura di un uomo appoggiato al tronco di un albero nelle vicinanze della mia tenda, mentre mi fissa da lontano con una sigaretta accesa tra le labbra. Mi basta notare quanto sono larghe le sue spalle e quanto è seria la sua espressione per capire che si tratta di Matthew, quindi mi affretto a incrociare le braccia al petto per nascondere la mia pelle e voltargli le spalle, anche se non è la prima volta che mi guarda in queste condizioni. «Tranquilla.»-la sua voce è talmente roca che faccio fatica a capire ciò che dice, ma sono così imbarazzata in questo momento che lo lascio continuare: «Ho visto di meglio.»-mi rinfaccia spudoratamente, dandomi il coraggio di sciogliere le braccia e voltarmi di nuovo dalla sua parte, ma ora non ha più le spalle poggiate contro l'albero. Avanza nella direzione della riva fino a quando non si trova a un passo dai miei indumenti, ma mi affretto a ribattere senza dargli il tempo di dire altro per sputtanarmi: «È per questo che mi fissavi?»-chiedo senza peli sulla lingua, mentre porto una ciocca lunga di capelli dietro l'orecchio, nell'esatto momento in cui si abbassa all'altezza dei miei vestiti buttati per terra, mentre socchiudo gli occhi quando afferra il mio elastico tra l'indice e il medio, rialzandosi in tutta la sua altezza per guardarmi con prepotenza. «Ero lì prima che arrivassi tu.»- dice dopo aver buttato la cicca della sigaretta per terra, mentre infila il mio elastico nella tasca posteriore dei suoi jeans, ma sono troppo distratta per chiedergli di ridarmi la molletta quando realizzo le sue parole. Se era fuori dalla sua tenda... chi stava facendo compagnia a sua cugina? Spalanco gli occhi mentre i pensieri riprendono a tormentarmi, ma non mi dà il tempo di dare una risposta alle mie domande che aggrotto la fronte quando lo vedo sbottonare i jeans come io facevo poco fa. «Che fai?»-chiedo allarmata, mentre stringo le palpebre per fingere di non vederlo spogliarsi, ma arrossisco violentemente quando i muscoli delle sue gambe entrano al mio cospetto. Non risponde alla mia domanda ed evita di guardarmi con la sua espressione indifferente per farmi capire che lo avrebbe fatto anche se io non ci fossi. Se non fosse per la sua stronzaggine sarei già uscita dal fiume e mi sarei affrettata a coprire la mia pelle, ma non voglio rovinare la serata per colpa di un bastardo. Sono venuta qui prima di lui e decido di rilassarmi a prescindere dalla sua presenza, quindi mi affretto a distogliere gli occhi dai suoi boxer giganteschi non appena noto che è sul punto di togliersi la maglia. Non ho intenzione di sbavare davanti al suo corpo da statua greca e non voglio nemmeno dare importanza alla sua presenza, per cui mi limito a voltargli le spalle e riprendere ad ammirare la fila di alberi di fronte a me. Sobbalzo quando lo sento tuffarsi alle mie spalle, mentre delle goccioline d'acqua gelata finiscono sulla mia schiena, per metà coperta dalle mie onde morbide. Cerco di tranquillizzarmi e non pensare al fatto che sono mezza nuda davanti agli occhi del mio capo. Lui stesso mi ha fatto capire di aver visto di meglio e sono sicura che le mie forme gli fanno così schifo da non avere nemmeno la voglia di guardare il mio corpo. In momenti come questi vorrei aver frequentato la palestra in cui lavoro, ma non per attirare l'attenzione di questo bastardo, anzi, per non sentirmi debole davanti a lui e quella modella dai capelli rossi che si ritrova ad avere come cugina. Raddrizzo la schiena e guardo di sottecchi il riflesso di Matthew di fronte a me per capire che si trova alle mie spalle in questo momento. Me ne accorgo anche dei sospiri pesanti che lasciano le sue labbra mentre si avvicina alle mie spalle. Serro la mascella e continuo a evitarlo per fargli capire che la sua vicinanza non mi fa alcun effetto, ma dalla mia bocca esce un gemito di stupore e piacere allo stesso tempo quando sento la sua mano circondare la parte alta del mio braccio, sfiorando la mia ascella con l'indice mentre i brividi iniziano ad attraversare il mio basso ventre. La sua mano è così gelata che le mie labbra iniziano e tramare leggermente per il freddo, ma quando faccio per allontanarmi dalla sua presa lo sento fare un altro passo in avanti per far aderire la mia schiena al suo petto, mentre i miei capelli si attaccano alla sua pelle, facendomi capire che ha il petto completamente bagnato. «Che...»-mi schiarisco la voce per apparire il più fredda possibile quando preme il pollice bagnato contro il mio braccio, spingendo sulla mia pelle con una live forza: «Che fai?»-balbetto di nuovo, mentre giro la testa di lato per capire cosa vuole da me, ma mi rendo conto delle sue intenzioni quando mi accorgo che sta cancellando con il pollice la scritta di Hardin sul mio braccio. «Adesso va meglio.»-sussurra all'altezza della mia fronte, senza smettere di guardarmi attentamente dall'alto per studiare la mia espressione. Un forte peso di piacere inizia a tormentare il mio basso ventre quando trascina il pollice dal mio braccio al mio collo, per poi impugnare i miei capelli tra le sue dita e prendere un forte respiro, come se volesse annusare il profumo delle mie ciocche ormai bagnate. Dilato le pupille, approfittando del fatto che sono girata di spalle, quando sento la sua mano libera raggiungere il mio reggiseno quasi bagnato. «Funziona solo se si è nudi.»-ripete le medesime parole che Ian mi ha messo in testa un paio di ore fa, ma il suo tono è così basso che mi sembra di prendere la scossa per tutti i brividi che attraversano il mio corpo in questo momento, per poi scaricarsi nell'acqua fredda che copre le mie gambe nude. «Non ti guarderò.»- cerca di convincermi, come se non mi avesse già ipotizzata con il suo tono odioso e maledettamente seducente. «Non ti illudere.»-aggiunge subito dopo per farmi capire che non sono alla sua altezza, al che non so se girarmi verso di lui per soffocarlo con le mie mani o seguire il suo consiglio e lasciarmi andare, ma capisco che è tardi ritornare indietro quando lo sento slacciare lentamente il reggiseno alle mie spalle, mentre un gemito scappa dalle mie labbra per la sorpresa quando l'altra sua mano lascia i miei capelli. Chiudo gli occhi forzatamente quando il mio banale reggiseno grigio finisce sulle acque del fiume, per poi allontanarsi sempre di più dalla mia posizione, ma ancora una volta mi distrae con un caldo sospiro sulla mia spalla, il bastardo! «Matthew.»-cerco di richiamare la sua attenzione quando la sua mano scivola sotto l'acqua per raggiungere l'elastico del mio perizoma, ma prima che possa andare oltre mi affretto a fare un passo avanti per allontanarmi dalle sue mani sporche e bollenti. «Faccio da sola.»-balbetto ormai a un metro di distanza da lui, mentre le mie labbra iniziano a tremare per il freddo che inizio a provare in questo momento, ma non trovo il coraggio di guardare verso il basso per rendermi conto che sono davvero nuda agli occhi dell'uomo che ora è alle mie spalle, anche se mi ha sputato in faccia di fargli schifo. Stringo i denti per la rabbia quando le sue parole si fanno spazio nella mia testa, mentre porto entrambe le mani all'altezza delle mie mutande per privarmi del mio intimo senza pensarci due volte. Quando finalmente lo sento muovere alle mie spalle capisco che ha deciso di mantenere la parola e non guardarmi, quindi tiro un sospiro di sollievo e lascio che l'acqua cristallina del fiume scorra tra le mie gambe, accarezzando delicatamente la mia intimità mentre getto la testa leggermente indietro. Mi dimentico del tutto della presenza di Matthew alle mie spalle, mentre faccio un altro passo controcorrente e riapro gli occhi per fissare la luna riflessa sul fiume a pochi metri di distanza dal mio corpo. Una sensazione paradisiaca mi porta a sforzare un sorriso quando i miei capelli ondeggiano sulle mie scapole, mentre il vento freddo colpisce il mio petto facendo irrigidire all'improvviso i capezzoli del mio piccolo seno, ma il mio sorriso lascia il posto ad una smorfia offesa e stupita allo stesso tempo quando con la coda dell'occhio becco Matthew fissarmi, facendomi i raggi x per tutto il corpo con i suoi dannati occhi neri e con così tanta intensità che mi affretto a piegare le ginocchia per immergere completamente il busto nel fiume allarmata. «Avevi detto di non guardarmi!»-alzo la voce più del dovuto, pentendomi subito dopo, quando capisco che posso aver svegliato glia altri, ma non distolgo gli occhi da quelli di Matthew, mentre cerco di trucidarlo con lo sguardo. Stringo le dita in due pugni quando lo vedo alzare le spalle all'improvviso con indifferenza, mentre i suoi occhi si perdono nei miei per distrarmi ancora una volta: «Ti ho mentito.»-si decide di parlare dopo un paio di secondi, mentre spalanco gli occhi quando abbassa le mani all'altezza dei suoi boxer giganteschi, per sfilarli lungo le gambe all'improvviso con l'intenzione di mostrarmi la mostruosa 'v' che formano i suoi muscoli verso il basso e parte della sua intimità, ma quando alza un angolo della bocca con malizia e fa un passo nella mia direzione, mi affretto ad alzarmi in piedi con le braccia incrociate davanti al mio seno: «Il mio ragazzo mi aspetta.»-sputo acida, combattendo con me stessa per non portare gli occhi troppo in basso, mentre cammino verso di lui con l'intento di sorpassarlo e stargli lontana prima di cadere nella sua trappola. «Sì.»-dice quando mi affianco al suo corpo, mentre il sorriso gli muore sulle labbra e percorre di nuovo il mio corpo rapidamente con le sue pozzanghere severe come quelle di un falco affamato, per poi aggiungere non appena gli rivolgo le spalle: «Nella mia tenda, con mia cugina.»
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