«Il gioco della bottiglia?»- più tempo passo con Taylor più mi accorgo di avere a che fare con un Peter Pan che non crescerà mai, e non sono l'unica ad accorgersene, dato che Matthew gli lancia addosso la bottiglia di birra appena svuotata e Ian si affretta a zittirlo:
«Quanti anni hai?»-gli lancia un'occhiataccia dietro i suoi odiosi occhiali da sole, che continuano a nascondere i suoi occhi anche se è notte e l'unica fonte di luce che illumina le sedie su cui ci siamo seduti è il fuoco al centro.
«Autografo-mania?»-questa volta è Tessa a parlare, mentre allungo il braccio per avvicinare una fila di marchmellow sul fuoco e aspettare che si riscaldino, nonostante gli occhi della rossa continuano a traffiggermi da quando è uscita dalla tenda di Matthew.
Non appena le mie pupille finiscono sui suoi capelli lisci e rossi e si accorge che la sto guardando si affretta ad alzarsi dalla sua sedia per sedersi sulle gambe di Matthew, che non la degna di un'occhiata e continua a fissare la bottiglia di birra piena tra le sue dita, ma la lascia sedere lo stesso su di lui e porta un braccio intorno ai suoi fianchi, alzando gli occhi di scatto nella mia direzione come se si sentisse osservato.
Distolgo in fretta gli occhi per non essere beccata, ma impreco tra me e me quando mi accorgo che i miei marshmallow sono diventati neri per quanto si sono bruciati.
«Ci sto.»-Ashley annuisce alla proposta della mia amica, seguita da Ian che annuisce e sorride a Tessa quasi ipnotizzato, ma cerco di non dare importanza al suo modo di rivolgersi alla mia amica e riprendo a riscaldare un altro marshmallow, anche se ho già finito un pacco intero.
«Va bene.»-Taylor si arrende e va in cerca di una penna per iniziare a giocare, frugando nel borsone al suo fianco.
«Inizio io!»-Hardin cerca di attirare l'attenzione dei presenti, mentre ritiro dalle fiamme il mio marshmallow per portarlo all'altezza della bocca.
«Tessa! Sai le regole del gioco. Se accetti comandi, se rifiuti ti toccano tre bicchieri di whisky.»-Hardin alza la bottiglia al suo fianco per mostrarla a Tessa, anche se la mia amica conosce a memoria le regole, avendo partecipato a tutte le feste organizzate a Seattle.
«Dai un autografo sulla spalla di... »-tamburella le dita sulla bottiglia di Whisky, dando una veloce occhiata ai partecipanti:
«Ian.»-conclude, facendomi piegare le labbra in un sorriso quando mi accorgo che la mia amica arrossisce violentemente.
«Accetti?»-Hardin si affretta a chiedere quando il silenzio cala, mentre lancio una veloce occhiata a Ian per studiare la sua reazione, ma dire che è più divertito di me è un eufemismo, facendomi socchiudere gli occhi quando alza un angolo della bocca e una piccola fossetta compare al lato della sua bocca.
Scuoto la testa per ritornare alla realtà e convincere me stessa che è meglio non ritornare a pensare più al mio passato buio, ma quando alzo la testa per riprendere a partecipare al gioco, mi accorgo che Tessa sta già scrivendo sulla spalla del biondino misterioso il suo nome, che temo sia illeggibile per il modo in cui la sua mano trema.
«Hardin!»-la voce della mia amica è così fievole che faccio fatica a sentirla, mentre chiama a giocare il mio ragazzo:
«Scrivi il tuo nome sul braccio di Charlotte.»-dice distrattamente, mentre sollevo lo sguardo vuoto con indifferenza, aspettando che Hardin alza il culo dalla sedia mentre allungo un braccio e con l'altro trascino il marshmallow all'altezza della bocca, continuando a masticare anche quando l'idiota al mio fianco solleva la manica della mia felpa per iniziare a macchiare le mia pelle.
«La smetti di mangiare?»-Taylor nel frattempo fa per alzarsi dalla sedia e prendere quel che è rimasto del marshmallow dalla mia mano, ma ritraggo il braccio libero dalla presa di Hardin e assumo un'espressione offesa:
«Ho fame.»-rispondo con la bocca piena, lanciandogli un'occhiataccia quando Hard ritorna al suo posto.
«Ashley.»-Hardin alza la voce per attirare l'attenzione dei presenti, mentre abbasso la manica della felpa nonostante il caldo che provo vicino alle fiamme del fuoco.
«Dai un autografo...»- si blocca per un paio di secondi, spostando gli occhi tra Taylor e Ian:
«A Taylor. Sull'addome.»-conclude entusiasta, mentre Taylor assume una smorfia maliziosa, che è costretto a nascondere quanto Matthew gli punta l'indice contro:
«Non ci pensare.»-lo minaccia tra i denti, ma invece di guardarli riporto l'attenzione su Tessa.
Socchiudo gli occhi quando mi rendo conto del fatto che la mia amica si sente davvero a disagio, il che non può che significare una cosa sola.
Ian e Tessa...
Sarebbe assurdo anche solo pensare che i due possano avere una relazione insieme.
Di Ian non so cosa dire, ma mi ha dato l'impressione di essere un ragazzo per bene in questi giorni, a differenza di Tessa, che è sempre stata una pazza irresponsabile e orgogliosa, da quando l'ho conosciuta all'orfanotrofio di Siattle.
Siamo cresciute insieme ed è stata l'unica amica che non mi è stata portata via.
Per fortuna nessuna delle due è stata adottata. Lei era troppo capricciosa in qiell'orfanotrofio, mentre io ero quella isolata che si vestiva sempre di nero.
«Matthew.»-la voce di Ashley mi riporta alla realtà e alzo la testa lentamente nella direzione di suo fratello, seduto di fronte a me insieme a sua cugina, che al parlare di Ashley raddrizza la schiena, preparandosi a rivivere un autografo dall'uomo su cui è seduto, il che mi porta ad alzare gli occhi al cielo e assumere una smorfia scocciata, per poi allungare un altro marchmellow e avvicinarlo alle fiamme.
«Lascia un autografo sulla coscia di...»-Ashley lascia la frase in sospeso, continuando a guardare nella direzione di Matthew, mentre la cugina si alza il vestito per scoprire la sua gamba chilometrica.
Lancio un'occhiataccia a Hardin quando noto che i suoi occhi si illuminano mentre fissa la pelle abbronzata della rossa.
«Charlotte.»-roteo gli occhi quando Ashley conclude elettrizzata.
Charlotte.
Charlotte!
Alzo la testa di scatto quando mi accorgo che sono l'unica Charlotte in questo gruppo di pazzi bastardi, compresa la sorella di Matthew.
«Cosa?»-la rossa mia anticipa con una voce stridula, mentre trovo il coraggio si spostare gli occhi da Ashley a Matthew, notando che mi fissa con un'espressione seria, ma quando incrocio i suoi occhi la sua diventa una smorfia si sfida, tanto che non passa molto prima che sposti il corpo della cugina dalle sue gambe e si alzi in piedi.
Non smette di guardarmi dall'alto mentre si avvicina con il suo corpo possente e quasi minaccioso, mentre allunga la mano nella direzione di Ashley per appropriarsi della penna.
Stringo i denti alla sua stronzaggine. Poteva scegliere di bere il whisky, dato che è la sua bevanda preferita, invece di toccarmi con le sue luride mani, il bastardo!
Lo guardo dal basso con uno sguardo omicida, mentre si abbassa alla mia altezza senza smettere di mantenere il contatto visivo, continuando a sfidarmi con i suoi occhi chiari, ma sono costretta a distogliere gli occhi quando poggia una mano sulla mia pelle nuda, facendomi maledire mentalmente per aver messo i pantaloncini corti.
Come se non bastasse trascina le dita libere sui miei shorts per spostarli più in alto lentamente, mentre sospira pesantemente sul mio volto, alzando un angolo della bocca quando si accorge che smetto di respirare, anche se lo guardo con indifferenza dritto negli occhi per fargli credere che il suo tocco e la sua vicinanza non mi fanno alcun effetto.
Rabbrividisco quando le sue dita iniziano a sfiorare apposta la mia pelle chiara, mentre preme la punta della penna alla radice della mia coscia delicatamente, tanto che non riesco a trattenere un leggero sospiro che porta Matthew ad abbandonare la sua smorfia di sfida e iniziare a guardarmi così seriamente da sprofondare letteralmente nei miei occhi.
Ogni singola lettera del suo nome viene sigillata sulla mia pelle lentamente, come se volesse torturarmi davanti a tutti, ma se questo è il suo intento ci sta riuscendo. Ci sta riuscendo bene, perché non riesco a staccare gli occhi dai suoi, studiando le sue iridi anche se è buio e l'unica cosa che vi riesco a vedere è il riflesso delle fiamme.
«Matthew.»-Ian si schiarisce la voce e cerca di attirare la nostra attenzione, ma non sono l'unica a essere rimasta completamente paralizzata, tanto che l'uomo di fronte a me continua a fissarmi anche dopo aver finito di scrivere il suo nome sulla mia coscia.
«Charlotte.»-questa volta è Ashley a chiamarmi con un tono divertito:
«Il tuo marchmellow sta bruciando.»- distolgo gli occhi di scatto da quelli di Matthew per riportarli su quello che è rimasto del mio marchmellow, mentre impreco a bassa voce e mi alzo di scatto dalla sedia con l'intenzione di allontanare Matthew dal mio corpo, ma quando mi ritrovo in piedi mi guardo intorno con un'espressione fredda.
«Sono stanca.»-sputo acida nell'esatto momento in cui Matthew mi volta le spalle per ritornare al suo posto con la stessa espressione menefreghista:
«Vado a dormire.»-balbetto, per poi voltare le spalle ai presenti.
***
Sbuffo sonoramente, approfittando del fatto che sono ancora sola e Hardin fortunatamente non è ancora rientrato nella tenda che ci tocca condividere.
Dormire in tenda mi piace e mi da una sensazione di freschezza pazzesca, ma avrei preferito che la mia fosse stata montata almeno a un chilometro di distanza da quella della rossa.
È da ore che geme con la sua cazzo di voce stridula e fastidiosa, ma non riesco più a trattenere la voglia di vomitare e mi affretto a posizionarmi seduta e trascinare il cuscinetto con me per tappare le orecchie.
Se avessi ammazzato Matthew nell'esatto momento i cui ha messo le mani sulla mia pelle mi sarei risparmiata questi rumori pornografici.
Abbandono il cuscino per terra e assumo un'espressione schifata quando la rossa riprende a gemere freneticamente, facendomi sbuffare sonoramente e alzarmi dal mio posto all'improvviso.
Prendo un forte respiro appena mi ritrovo fuori dalla tenda e lancio un'occhiataccia a quella da cui provengono gemiti che mi fanno ribollire il sangue nelle vene, ma invece di interromperli e prendere Matthew a pugni senza pensarci due volte, decido di girare i tacchi per allontanarmi da qui.
Trattengo il fiato quando i miei occhi finiscono sulle acque lucide del fiume, che è così bello sotto i raggi della luna da farmi venire i brividi.
Cammino ipnotizzata e con le labbra spalancati verso la riva, portando una mano sulla fronte per asciugare il sudore che bagna la mia fronte, per poi assumere una smorfia quando mi accorgo di essere scalza.
Una sensazione di freschezza mi rasserena quando faccio un passo dentro il fiume e lascio che i miei piedi vengano bagnati dalle acque fredde.
Mi dimentico persino di Matthew e del fatto che in questo momento sta scopando con sua cugina in quella tenda, mentre le parole di Ian ritornano nella mia testa e un'idea folle mi porta a mordere un lembo del labbro inferiore.