14)Ho indossato i pantaloncini

1714 Parole
«Odio gli insetti!»-Tessa inizia ad agitarsi e ad ammazzare zanzare battendo le mani ogni tanto, mentre scendo dalla sua macchina divertita, ma senza togliere gli occhi dalle macchine di Ian e di Matthew che si fermano di fronte a noi. «Sarei dovuta rimanere a casa!»- continua a lamentarsi, ma ha iniziato a farlo dal momento in cui siamo partite dal mio appartamento. Tessa non è mai stata una grande amante della natura, tanto che rimaneva chiusa nella sua camera per ore quando i responsabili dell'orfanotrofio ci portavano a giocare all'aria aperta. «Preferisco rimanere qui.»-incrocia le braccia al petto quando mio fratello fa per prenderla per mano e portarla via con noi. Il modo in cui il biondino la tratta non mi piace affatto. Sembra che gli importa più di quella Tessa che di me. «Allora non vado nemmeno io.»-alza le spalle, lasciandomi a bocca aperta quando si siede sul letto di Tessa e stringe la sua testa tra le braccia. «Addio!»-urlo arrabbiata, dando le spalle a entrambi per poi chiudere la porta alle sola così forte che una delle suore che mi passa affianco mi lancia una lunga occhiataccia di rimprovero. Porto gli occhiali da sole sulla testa per fermare le ciocche ribelli e per guardare meglio la macchina parcheggiata di fronte a quella di Tessa, ma il sorriso mi muore sulle labbra quando la portiera della macchina di Matthew si apre e la sua cugina rossa esce dall'auto con fare prepotente. «Si piacciono tanto, huh?»-Tessa assume un'espressione maliziosa mentre segue la direzione dei miei occhi, anche se so che è più infastidita di me per la presenza di Melany, ma non vuole parlarne perché teme la reazione di Ashley. Ogni volta che viene a trovarmi in palestra Tessa scambia strane occhiate con Melany, tanto che ho persino pensato che tra la mia amica e la rossa ci potesse essere qualcosa, ma poi ho capito che il loro era odio reciproco per non so quale ragione. Non mi sorprenderei, però, se scopro che Tessa prova qualcosa per lei, soprattutto ora che so che è lesbica. Melany, odio ammetterlo, è una donna attraente, ma solo grazie ai suoi vestiti stretti che non lasciano nulla all'immaginazione, ma che a quanto pare piacciono a Matthew. Con la coda dell'occhio vedo la rossa posizionarsi di fronte al mio capo, per poi allungare le braccia intorno a suo collo, come se lo facesse apposta per attirare la sua attenzione, mentre Matthew la guarda dall'alto mentre porta una sigaretta tra le labbra. «Sono entrambi stronzi.»-Ashley mi legge nella mente, alzando le spalle con indifferenza e ricordandomi della sua presenza nell'auto. Uno dei motivi per cui ho accettato di vivere con lei è il fatto che odia suo fratello più di me e lo prende in giro come farei anch'io se non fossi leggermente intimorita da Matthew. Non mi sono pentita di averla lasciata entrare nel mio appartamento. Sa cucinare bene, tanto che ho smesso di ordinare schifezze da quando vive con me. Per ora so solo che Ashley ama mangiare in modo salutare, tanto che segue tutti i miei consigli da dietologa, costringendomi talvolta a fare lo stesso insistendo sul fatto che ho un fisico da urlo e devo mantenerlo. «Fanno una bella coppia.»-aggiunge subito dopo, mentre scende anche lei dalla macchina di Tessa. «Ma sono cugini.»- la mia amica protesta con un'espressione schifata, ma la sorella di Matthew si affretta a spiegare, scuotendo la testa per far assumere a Tessa un'espressione confusa: «Lei è stata adottata.»-la rassicura con un cenno del capo, mentre i miei occhi rimangono sulla macchina di Matthew, che decide finalmente di uscire e mostrare le sue spalle larghe. Lui e i suoi maledetti muscoli! E le sue maledette maglie strette che non lasciano niente all'immaginazione! «Sono lo stesso cugini.»-esclamo con un tono freddo, per poi distogliere gli occhi dal mio capo vanitoso e dare le spalle a Ian e Matthew, ma anche a Taylor e Hardin che scendono dalla macchina del biondino misterioso. Non ho mai dormito in una tenda, ma è da quando siamo arrivati che non riesco a fare a meno di guardarmi intorno, anche se Tessa e Ashley cercano di distrarmi per fare foto e postarle sui social. Hardin sembra essersi completamente dimenticato di me mentre sbava dietro alla rossa, anche se questa non lo sta cagando di striscio e cerca di convincere Matthew di chiudersi nella loro tenda. Con la coda dell'occhio noto che quel bastardo non ci pensa due volte prima di accontentarla, al che distolgo gli occhi per riportarli di nuovo in alto. «Sapevo che ti sarebbe piaciuto.»-sorrido senza riuscire a trattenermi e accontento Ian quando lo sento arrivare alle spalle, annuendo con la testa alle sue parole, ma continuando anche a voltargli le spalle per ammirare questo posto. Non so come Ian faccia a conoscerlo, dato che sembra completamente abbandonato, ma è così perfetto che non so perché non ho sentito mai parlare di questo bosco prima d'ora. Non sapevo di amare la natura, mentre ora mi ritrovo a guardarmi intorno stupita. Sono circondata da alberi giganteschi che sembrano più alti dei grattacieli di Seattle, mentre l'erba è così corta che sembra un tappeto verde e curato. «Ci vieni spesso?»-chiedo dopo un paio di secondi, girandomi questa volta verso il fiume che scorre affianco alle tende già montate, per poi incamminarmi verso la riva con Ian che mi segue alle spalle. «Si.»- lo sento sospirare quando ci avviciniamo al fiume, mentre lo guardo di sottecchi per capire se ho sbagliato a chiederglielo, ma i suoi occhi sono rivolti verso l'acqua limpida e fresca che scorre sul letto del fiume. «Quando mi mancava lei.»-sussurra a una voce così bassa che faccio fatica a capire le sue parole per il rumore del fiume che scorre. Lo guardo attentamente mentre si abbassa per sedersi vicino alla riva e non ci penso due volte prima di imitarlo. ' Quando mi mancava lei.' - socchiudo gli occhi e mi trattengo dal chiedergli chi sia lei. Non mi è passato inosservato il fatto che Ian ha cercato di avvicinarsi a me in questi giorni: non mi lascia mai arrivare a casa sola e insiste per accompagnarmi alla fine di ogni turno, come se volesse conoscermi meglio. Anche in palestra lo trovo sempre alle macchinette pronto ad aspettarmi per fare una chiacchierata, il che non mi dispiace affatto, ma solo ora mi rendo conto di non sapere molto di Ian. Guardo attentamente il suo profilo, cercando di capire di che colore sono i suoi occhi invano, tanto che sbuffo e decido apposta di cambiare discorso per attirare la sua attenzione: «Quando la smetterai di portare questi occhiali?»-alzo il mento scocciata, ma in tutta risposta scoppia a ridere sonoramente e poggia le mani sull'erba intorno alle sue gambe per reggersi, proiettano il corpo indietro. «Quando non metterai più quella felpa.»-rispondo con un sorriso sulle labbra, ma alle sue parole assumo un'espressione seria e offesa, abbassando gli occhi sulle mie gambe nude. «Ho indossato i pantaloncini.»-gli faccio notare con il broncio le mie ginocchia pallide, che non hanno visto la luce del sole per più di tre anni. Le sue labbra formano una 'o' per la sorpresa, come se si fosse appena accorto delle mie gambe nude: «Chi ti ha fatto cambiare idea?»-mi guarda con una smorfia talmente divertita che non riesco a trattenere un sorriso e scuotere la testa, ma non rispondo alle sua domanda e mi limito ad alzare le spalle con indifferenza. Matthew. Nessuno deve sapere che ho indossato un paio di pantaloncini grazie a Matthew e alle parole che mi ha sbattuto in faccia un paio di giorni fa, facendomi capire che non posso continuare a nascondermi solo perché un pervertito è pronto a trascinarmi nel suo appartamento con la forza. Il sorriso mi muore sulle labbra quando i miei pensieri ritornano a Paul e alle sue mani sporche, mentre prendo un forte respiro e porto le ginocchia al petto all'improvviso, quasi volendo nascondere la mia pelle sotto il tessuto della felpa. «Sai perché mi piace questo posto?»- farfuglia all'improvviso, facendomi alzare di nuovo le spalle distrattamente. «C'è una leggenda.»-abbassa la voce per apparire più misterioso, ma il suo atteggiamento mi fa alzare gli occhi al cielo, anche se lo lascio continuare e lo ascolto con finto interesse: «Se si fa il bagno in questo fiume...»-inizia, avvicinandosi al mio orecchio lentamente, come se stesse sul punto di raccontarmi un gran segreto: «Svaniscono i brutti pensieri.» Questa volta sono io a spalancare la bocca con finto stupore, mentre lui annuisce alle sue parole esageratamente: «Però bisogna essere nudi.»-aggiunge dopo un po', ma questa volta la sua espressione è talmente seria che mi abbandono ad una fragorosa risata, attirando l'attenzione delle mie amiche, che smettono di fare i selfie e mi guardano da lontano divertite, per poi avviarsi verso la nostra direzione, ma la smorfia sul volto di Ian diventa ancor più offesa, facendomi gettare la testa indietro e poggiare la schiena sull'erba, senza riuscire comunque a smettere di ridere, questa volta accompagnata dall'uomo al mio fianco. Solo guardando il cielo mi rendo conto che è già tardi e capisco perché il mio stomaco è da mezz'ora che sta brontolando, ma la posizione sdraiata mi rasserena così tanto che decido di rimanere immobile a fissare la luna sbiadita fino a quando la voce di Tessa non mi riporta alla realtà: «La cena è pronta.»-dice guardandomi dall'alto, come se avesse cucinato e non avessimo portato le pizze pronte da Seattle, ma anche se rimarrei in questa posizione in eterno, decido di alzarmi per non rischiare di morire di fame, notando solo ora che Taylor e Hardin sono finalmente riusciti ad accendere il fuoco. Mi piace questo posto, ma non tanto la gente che mi circonda, come la cugina di Matthew, che ha deciso di farsi notare persino oggi venendo con noi, anche se di solito non ci rivolge nemmeno la parola. Ma la rossa doveva per forza nascondersi con Matthew in una tenda perché Hardin si concentrasse e aiutasse Ian ad accendere il fuoco. Non capisco cosa ci fa quella Barbie odiosa in un posto come questo, ma a quanto pare non poteva rimanere lontano da Matthew per ventiquattro ore, mentre quello stronzo non poteva fare a meno di scopare con una donna per una sera.
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