10)Vorresti essere al posto suo

1967 Parole
«Dov'eri finita?»-William spalanca leggermente la porta e mi accoglie con un'espressione ansiosa, facendomi capire che ho fatto più ritardo del dovuto, ma è stato davvero difficile convincerla e farle capire che il vecchio di fronte a me ha buone intenzioni. «Consideralo un regalo da parte mia.»- faccio un passo in avanti per costringerlo a spalancare la porta del tutto, nell'esatto momento in cui si affretta a sbuffare: «Avevo detto niente regali!»-si lamenta facendomi spazio per entrare nel suo appartamento, ma raddrizza la schiena e spalanca gli occhi quando nota a presenza della sua amata donna alle mie spalle, che solo ora so che si chiama Kat con la 'K' di KBurger. Lascio i due alle spalle, sperando che William non rovini tutto, ma mi fermo ai miei passi quando sette paia di occhi mi vengono puntati addosso e tra questi conosco solo quelli della mia amica Tessa e di Ian, mentre Matthew è l'unico che non è seduto intorno al tavolo, ma ha preso posto sul divano e guarda lo schermo del telefono mentre accarezza Chiappadestra con una mano. Non è l'unico a non degnarmi di un'occhiata, dato che la stanza è piena di istruttori di Boxe che non credo nemmeno di aver mai incontrato nella nostra palestra, ma evito di incuriosire troppo con gli occhi in giro e mi limito a incamminarmi verso Tessa e Ian, che si scambiano strane occhiate fino a quando non prendo posto affianco alla mia amica, dimenticandomi completamente di dover aiutare William, ma Kat ha detto di essere una brava cuoca ed è solo così che sono riuscita a convincerla a venire. «Un'altra conquista di William.»-Tessa commenta ad alta voce, ma cerco di non dare importanza al suo tono tremante per riportare di nuovo gli occhi su Matthew, che ancora non fa caso alla mia presenza, anche se in questo momento vorrei lanciargli un'occhiataccia per sfogare la rabbia che ancora mi scorre nelle vene. «Un'altra sfortunata.»-la correggo distrattamente, trascinando una mano all'altezza del viso per portare una ciocca di capelli dietro l'orecchio, mentre Tessa guarda con disapprovazione il mio finocchio in testa «Tra tutti i premi Nobel mancati il più importante è quello che bisognava dare a chi ha inventato la crocchia disordinata.»- commento apposta per infastidire la mia amica. «Tra tutte le pene di morte non date, la più pericolosa è stata quella che non hanno dato a chi ha inventato l'elastico.»- si affretta a ribattere, attirando l'attenzione di alcuni degli invitati, anche se la maggior parte sono troppo distratti a chiacchierare tra di loro... o chattare con qualcuno con il telefono in mano. «Non mi vedrete mai coi capelli sciolti.»-le faccio la linguaccia quando finalmente si zittisce. «Ma così finirai come Sky Orwell.»- questa volta è Ian a parlare, ma capisco cosa intende quando seguo la direzione dei suoi occhi, che finiscono su un uomo calvo e robusto sull'esempio di Master Lindo seduto di fronte a noi, ma non riesco a trattenermi dallo scoppiare a ridere quando l'uomo alza la testa lentamente dal suo bicchiere, assumendo un'espressione offesa quando si accorge di essere il soggetto delle parole di Ian. «Coglione.»-si rivolge al biondino con un tono scherzoso, mentre Ian allarga le labbra in un sorriso, ma i suoi occhi non sono rivolti a Sky Orwell. Mi guarda dietro i soliti occhiali scuri divertito quando si accorge che non riesco a trattenere la risata, anche se cerco di riassumere un'espressione seria quando con la coda dell'occhio becco Matthew fissarmi dal divano, ma appena si accorge del mio sguardo si affretta a distogliere gli occhi dalla mia figura per riportargli sul suo cellulare. «Mi sa che stasera ordiniamo la pizza.»-William urla dalla cucina, suscitando la risata di gran parte dei presenti, compresa quella della donna al suo fianco, ma mentre si indirizza verso il telefono fisso è costretto a fermarsi davanti alla porta quando sente bussare incessantemente. Aveva detto che ci sarebbero stati solo dieci invitati, ma a me sembra che abbia invitato pure i camerieri del bar della palestra. «Auguri zio.» Riconoscerei il timbro della sua voce fastidiosa anche a un chilometro di distanza, ma non appena la rossa e Ashley entrano in soggiorno non ho il tempo di commentare che Tessa mi anticipa: «Si è dimenticata i pantaloni a casa.»-dice con una voce scocciata, sussurrando vicino al mio orecchio per non farsi sentire da chi ci sta intorno: «Di nuovo.»-conclude tra i denti, ma conosco così bene la mia amica da sapere che parla così solo perché è invidiosa. È vero che il suo vestitino sembra una via di mezzo tra una camicia da notte e un lingerie di pizzo nero, ma con i suoi dieci metri di altezza, anzi, venti calcolando anche i tacchi, e con i suoi occhi da cerbiatto è impossibile non notarla in pubblico. «Anche le mutande.»-commento infastidita, lanciando una veloce occhiata a chi mi sta intorno, anche se sono tutti troppo concentrati a fissare la rossa sfilare invece di ascoltare le mie parole, compreso Matthew. Socchiudo gli occhi quando da lontano lo vedo alzare un angolo della bocca mentre fa sedere la cugina al suo fianco, mentre il suo sguardo sembra invitarla a scopare sul divano, davanti a tutti. Distolgo gli occhi quando inizio a sentire i coniati di vomito, nell'esatto momento in cui la voce di Ian attira la mia attenzione: «Non sono cugini?»-continua a fissarli con una smorfia quasi più disgustata della mia, mentre con la coda dell'occhio vedo Matthew portare una mano sul suo ginocchio nudo per rialzarle leggermente il vestito più in alto, come se non fosse già abbastanza scoperta ai suoi occhi. Porto istintivamente lo sguardo dal vestito della rossa al suo fianco sulle mie gambe, fasciate da un leggero paio di legings neri, mentre la felpa copre il resto del mio corpo, lasciando scoperti solo le dita della mia mano e il mio collo. «Si porterebbe a letto anche la sorella se è per quello.»-farfuglio a bassa voce, ma sobbalzo sulla sedia quando una voce alle mie spalle mi fa ritornare alla realtà: «Non è così pervertito.»-le parole della sorella di Matthew mi portano a mordere l'interno della guancia e prendermi a schiaffi mentalmente, ma quando la sento ridacchiare mentre prende posto affianco a Ian mi tranquillizzo, limitandomi ad alzare una mano in segno di saluto, per poi fingere di ascoltarla quando inizia a parlare con Ian e Tessa. La conosco da meno di dieci ore, ma ho subito capito che Ashley non è come Matthew, o come sua cugina per fortuna. Invece ora so che suo fratello non è solo uno stronzo, ma anche lunatico. Non capisco perché fino a un paio di ore fa cercava di liberarsi della rossa, mentre ora si lascia accarezzare la spalla da sua cugina come se non fosse successo nulla. Comincio a capire cosa intendevano William e Taylor quando esplicitamente mi chiedevano di stargli lontano. Per quanto William e Taylor non facciano altro che rompermi le palle ogni secondo che passo con loro, sono forse gli unici che mi fanno sentire protetta, come se davvero avessi bisogno della loro protezione. Paul mi fa venire ancora i brividi, tanto che non uso le scale per scendere al piano terra dall'ultimo giorno che sono entrata in casa sua. Mi perdo così tanto nei miei pensieri e non mi accorgo di essere rimasta in silenzio per così tanto tempo che ritorno alla realtà solo quando Tessa mi dà una pacca sulla spalla: «Stai fissando la pizza da mezz'ora.»-mi fa notare, costringendomi ad alzare la testa di scatto per farmi notare che davanti a me c'è una gigantesca New Haven-style pizza. Mi guardo intorno confusa, notando che hanno preso tutti posto intorno al tavolo, compresi William e Kat, mentre raddrizzo la schiena quando mi accorgo che Matthew e la rossa al suo fianco si dirigono verso le due sedie rimaste vuote al mio fianco . «Ti consiglio di usare le mani.»-scherza subito dopo, addentando la sua fetta con una mano, mentre con l'altra si appoggia alla mia spalla e si affretta a cambiare argomento per attirare la mia attenzione, anche se in questo momento sono troppo distratta a spiare con la coda dell'occhio il bastardo che decide di sedersi proprio sulla sedia al mio fianco. Non so se sarebbe stato peggio avere sua cugina vicino, invece di lui, ma sarebbe stato ancora meglio non avere nessuno dei due al mio fianco, tanto che mi trattengo dal consigliare a entrambi di andare a mangiare nella camera da letto di Matthew. «C'è una festa questo weekend...»-inizia a dire con un tono basso e dolce, ma so che sta solo cercando di convincermi ad accompagnarla, quindi mi affretto a interromperla: «Scordatelo.»-la anticipo prima che possa dire altro, per poi sentirla sbuffare quando si arrende prima di ribattere, mentre abbasso gli occhi sul piatto per afferrare un pezzo di pizza, ringraziando mentalmente William per aver scelto la mia preferita. Mangiare in silenzio ed evitare Matthew per tutta la serata, questo è il mio obiettivo per stasera, anche se mi torna difficile quando i miei occhi finiscono di nuovo sulla mano dell'uomo al mio fianco, che per la seconda volta stasera inizia ad accarezzare la coscia della rossa, anche se ora c'è il vestito che copre la sua pelle abbronzata. «Deve essere dura.»-non riesco a trattenermi quando le sue dita stringono la gamba della donna, lanciandogli una rapida occhiata per fargli capire che mi riferisco a lui, ma mi pento di aver parlato quando i suoi occhi severi incrociano miei. «Tenere le mani apposto.»-mi spiego quando inizia a guardarmi con un'espressione confusa, ma questa volta abbasso la voce per non farmi sentire da altri invitati, mentre trovo il coraggio di guardarlo di nuovo negli occhi con un'espressione schifata. Mi pento di nuovo delle mie parole quando assume una smorfia prepotente, incenerendomi con le pupille, come se avesse capito l'effetto che hanno su di me i suoi maledetti occhi scuri. «Guarda la mia mano.»- dice tra i denti, allungando l'altro braccio verso lo schienale della mia sedia per poggiare il corpo e avvicinarsi al mio orecchio, ma faccio come mi dice solo per capire le sue intenzioni. Le sue dita finiscono all'orlo del vestito della donna al suo fianco non appena inizia a sussurrare alla radice del mio orecchio con una voce talmente roca e seducente che una scia di brividi attraversa il mio basso ventre: «Puoi fare la stronza quando vuoi.»- inizia a dire, mentre cerco di resistere al respiro di Matthew che riscalda la mia pelle come se fosse bollente, ma non allontana la mano dalla pelle della rossa, anzi, mentre le sue parole si ripetono nella mia testa le sue dita scivolano nell'interno coscia della donna, facendomi stringere i denti per la sua sfacciataggine. «Puoi anche fingere di odiarmi.»-continua a provocarmi per farmi cedere e provare che lui ha sempre la meglio, ma decido di sopportare le sue labbra che sfiorano il lobo del mio orecchio e guardare i movimenti delle sue dita con indifferenza, mentre si nascondono sotto il vestito di sua cugina. «Perchè sappiamo entrambi...»- geme vicino all'incavo del mio collo, mentre alzo lo sguardo per assicurarmi che nessun stia prestando attenzione al bastardo al mio fianco. «Che vorresti essere al suo posto, Charlie .»-conclude nell'esatto momento in cui i miei occhi finiscono di nuovo sulla sua mano, che questa volta si affretta a stringere tra le dita l'intimità della rossa sotto il vestito, mentre lascia un leggero bacio sensuale sullo stesso punto in cui ha succhiato la mia pelle stamattina. Arrossisco violentemente al suo gesto, ma invece di rimanere ferma sul mio posto, mi affretto a stringere le dita in un pugno e non pensarci due volte prima di alzarmi in piedi per costringerlo ad allontanarsi dal mio corpo, anche se così facendo attiro l'attenzione di Tessa, che mi affretto a tranquillizzare: «Vado al bagno.»
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