1º giorno
La C/C sospirò compiaciuta, bevendo il tè con un sorrisetto sulle labbra.
"Finalmente se ne va." pensò ad alta voce, fissando il posto vuoto davanti a sé, prima di ricevere un colpo sulla nuca.
Levi.
"Ehi! Si può sapere che ti prende!?" si alzò, un’espressione improvvisamente iraconda dipinta sul volto.
"Nel caso te lo stessi chiedendo, sono felice di andarmene, vuol dire che non potrai più darmi fastidio." rispose il corvino calmo, sedendosi al tavolo accanto a quello della donna.
"A chi lo dici, è finalmente arrivato il giorno più bello della mia vita." T/N si fece passare in fretta la rabbia, puntando sul sarcasmo.
L’altro stava per rispondere, tuttavia una voce alle sue spalle lo precedette.
"Caporale, è ora di andare." Petra toccò gentilmente la sua spalla; lui schioccò la lingua contro il palato e si alzò, uscendo dalla mensa senza voltarsi indietro.
La sua più grande ammiratrice lo seguì fino in cortile e con lo sguardo lo vide mentre montava sul cavallo nero.
"Arrivederci." si limitò a dire, portandosi le mani in tasca.
"Nessun insulto? Non mi vedrai per un mese, ti consiglio di salutarmi per bene." Levi la guardò serio mentre pronunciava queste parole scherzose.
"Arrivederci, stupido nano. Contento adesso?"
"Arrivederci, nana frustrata." e galoppò via, seguito dagli altri della squadra.
Il Caporale invece alzò la testa al cielo, sorridendo beata.
"Non capirò mai perchè vi odiate così tanto." Erwin le mise le mani sulle spalle.
"Abitudine, il motivo lo conosciamo noi. E ora se vuoi scusarmi…" si liberò dalla presa, fece il saluto militare e rientrò nella struttura, dove venne raggiunta quasi subito da una donna dai capelli rossi, che la abbracciò da dietro.
"Che c’è, Hanji?" chiese.
"Adesso che il nano malefico è andato via, ti va di fare degli esperimenti?"
"Devo allenare i cadetti." T/N scappò letteralmente via, tentando di allontanarsi il più possibile dalla pazza scienziata.
In palestra trovò i cadetti già in fila, pronti a ricevere ordini.
"Muovetevi, 20 giri di campo, 100 flessioni e poi corpo a corpo." ordinò.
"T/N, non sei convincente quando fai la seria." Jean rise.
"Lo sono abbastanza se ti do altri 20 giri di campo?" chiese a quel punto lei, spaventando a morte il ragazzo.
"Cone pensavo."
Intanto Levi stava galoppando verso il vecchio quartier generale, impegnato ad ignorare Oruo che cercava di imitarlo e Petra che lo rimproverava.
Pensò che non avrebbe visto quel fastidioso Caporale per un mese, che finalmente non avrebbero dovuto incontrarsi ogni secondo di ogni giorno, e proprio con questa ritrovata gioia aumentò il passo del suo cavallo, giungendo in poco tempo alla struttura e dando per prima cosa l’ordine di pulire.
Il tempo volò, o almeno per lui, e in poco si fece sera; non cenò ed entrò semplicemente nella sua camera.
"Non la vedrò per un mese." pensò ancora, questa volta ad alta voce, mentre sedeva ai piedi del letto.
La C/C era anche lei distesa sul suo letto, ma al contrario di Levi, aveva mangiato.
"Non lo vedrò per un mese." fu l’identico, unico pensiero che le passò per la mente prima di addormentarsi.
Come poco prima era successo al corvino.