Undicesimo Capitolo Aprì la porticina (...) e guardò lungo il corridoio e vide che in fondo c’era il più bel giardino che avesse mai visto. Roma, 17 agosto 1937 Cinquantanove giorni, millequattrocentosedici ore. Era l’unica cosa cui riuscivo a pensare davanti a quella porta. Semplicemente, la fissavo. Era impossibile che la paura fosse più forte dell’impazienza, della mancanza, del desiderio e della curiosità; della voglia di rivedere quel suo sorriso, del desiderio di annusarlo, assaggiarlo, e della stanchezza del tempo trascorso. Eppure, ero lì. Da venti minuti. E fissavo la porta. Ne avevo imparato ogni geometria. Al di là di essa mi sembrava di distinguere i rumori, i passi a piedi nudi sul marmo e le ante di un armadio che si chiudevano. Perfino il rumore dell’acqua che scorreva n

