«Il rumore delle pagine. Comunque dobbiamo andare.» Si alzò di scatto e si diresse in bagno; poi tornò per sedersi sul bordo del letto. Sentivo l’acqua scorrere. «No» dissi. «Andiamo, non puoi fare ogni giorno la stessa recita.» «Voglio rimanere a letto e non a dormire.» Parlavo fingendo una voce assonnata. «Dobbiamo andare in un posto.» «Dobbiamo sempre andare in un posto.» «Sì, ma questo è speciale.» «Sono sempre speciali.» «Questo è più speciale degli altri.» «Possiamo andarci domani.» «I biglietti sono per oggi.» «Perché li hai presi prima?» «Non li ho comprati.» Mi tirò su dal letto e, ridendo, mi accompagnò in bagno. «Ma che ore sono?» chiesi. «Le sette.» Mi mise nella vasca come si faceva con i bambini, i suoi gesti erano pieni di una routine fatta di serena rassegn

