Diciannovesimo Capitolo «A chi credete di far paura? Non siete che un mazzo di carte.» Londra, 23 agosto 1938 Io e la mia famiglia eravamo tornati a Londra nella seconda metà di agosto, molto prima del solito. A dispetto delle mie abitudini – e delle sue – avevo deciso di portare Winston con me. Previo ammonimento di mio padre: «Se Churchill bussa alla porta, tu e il cane sparite.» Lo avevo voluto accanto per combattere depressione e solitudine, ma per quanto la nostra casa fosse una delle più grandi di Brook Street, Winston non aveva la libertà di cui godeva a Drumlanrig. E così avevo preso l’abitudine di portarlo a Hyde Park ogni pomeriggio, passeggiando fino all’imbrunire e sperando di non incontrare nessuno che mi conoscesse e mi rivolgesse il solito sguardo indagatore, dietro un so

