CAPITOLO TERZO

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CAPITOLO TERZOQuel tempo della mia giovinezza che va dai venti fino ai venticinque anni – quanti ne avevo all’incirca all’epoca del mio incontro con Esterina – io potrei staccarlo dalla mia vita senza turbarne l’ordine: anzi darei ad esso una continuità più armoniosa. Giacché in quegli anni io ho vissuto in maniera diversissima da come avevo fino allora sognato di vivere, contrastando quasi volontariamente le mie inclinazioni, forzando il mio carattere ad una adesione artificiale verso passioni e abitudini che mi ero prima immaginato non potessero assolutamente appartenermi. Non mi dolgo di quegli anni, poiché penso che deve esserci una ragione a condurre le nostre azioni di là dai segni che ciascuno immagina posti a guardia del corso della propria vita; e so anche che quelle esperienze no

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