CAPITOLO QUARTO

2749 Parole

CAPITOLO QUARTOEsterina mi disse un giorno, quando lo conobbe, che Fausto le riusciva addirittura odioso e che non poteva guadarlo in viso senza provare il desiderio di offenderlo con qualche aspra parola. «Io non so,» mi ripeteva «come tu possa avere frequentato per tanto tempo un uomo che ha scritte sul volto le più orribili qualità.» Anche per questo, sebbene i nostri rapporti trovassero nell’abitudine motivo di durevole affetto io invitai raramente Fausto a venire in casa mia. A poco a poco la nostra amicizia s’era ridotta a superficiale cameratismo. Posso dunque pensare a lui senza nessuna suggestione; spesso mi domando come mai le parole di Esterina non mi sdegnarono; come mai sentii che, di là della perentorietà che le era propria, il suo giudizio conteneva un principio di verità?

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