CAPITOLO QUINTOFosse la preoccupazione degli esami, fosse la smania di ritornare in campagna (potevo godere quell’anno di un intero mese di vacanza) i mesi che precedettero l’estate furono più che mai colmi d’inquietudine e di malumori, di scoraggiamenti e di entusiasmi. Mai come in quella primavera - neppure negli anni dell’infanzia - ho desiderato di ritornare al mio paese. Forse in questo ero diverso dai miei coetanei: ché provavo scarso desiderio di conoscere molta gente, di passare l’estate nei luoghi consacrati dalla fama come propizi a ogni genere di fortuna per i giovani. Non era per timidezza né per orgoglio che io volevo esser solo; la rustica solitudine della campagna era il bene più grande che avevamo provato nella nostra famiglia. Nessuno di noi avrebbe voluto rinunciarvi; ·e

