Erica Lui riflette. Il suo pollice disegna cerchi sulla mia spalla, meccanicamente. — Per mano della vita dice infine Per le sue scelte. Per la gente che incontrerà. I cattivi finiscono sempre per cadere, prima o poi. — Non è sicuro. — Quasi sempre. E nel frattempo, tu, devi vivere. Crescere. Diventare qualcuno. Non qualcuno che uccide, qualcuno che costruisce. — Costruire cosa? — La tua vita. I tuoi ricordi. I tuoi sogni. Tutto quello che lui ha voluto rubarti. Io guardo il fico morto. I suoi rami nudi. Tra qualche mese, in primavera, rinascerà. Foglie, frutti, vita. Anch'io rinascerò. Ma non come prima. — Non posso dimenticare dico. — Non ti chiedo di dimenticare. Ti chiedo solo di non lasciare che l'odio ti definisca. — Cos'è, definirmi? — È... è quello che fa sì che tu si

