CAPITOLO VENTINOVE «Tinsley!» La voce della poliziotta era lontanissima, come se arrivasse da un’altra dimensione. «Tinsley?» Lentamente si scosse, abbassando lo sguardo. Una parte del piede era nella luce e Tinsley si domandò se fosse sempre stato così esposto o se avesse cambiato posizione senza volerlo. Anche senza bisogno di guardare, sentiva che la cantina era più vuota adesso che una ragazza era stata portata via. E lei non era intervenuta, quello era stato il motivo per cui si era bloccata. Il motivo per cui non riusciva più a muoversi. Era rimasta nascosta mentre una persona inerme veniva trascinata via per essere probabilmente uccisa, come tutte le altre. Magari era già morta. E lei, che per la sua sete di giustizia e indipendenza era andata via di casa, non aveva fatto nulla.

