XX “Non sono stato io”, ripeteva, come un mantra, Ionut. Era circondato dalla squadra Crema e aveva gli occhi lucidi. “Cominciamo dall’inizio. Dov’eri la sera in cui è stato assassinato Gabriele Balestri?”, domandò Crema guardandolo dritto negli occhi. “Sono stato nel suo ufficio verso le 21 e poi sono andato a casa”. “Alle 21 e 30 eri già a casa?”. “O a casa o per strada. Potete chiedere a mia moglie”. Sì, certo. Tanto lei non ti contraddirebbe mai. Mi hai preso per un idiota?, pensò ma non disse il commissario, rifugiandosi dietro un’altra domanda: “Come mai non avevi con te il cellulare?”. Le rilevazioni telefoniche effettuate nelle ore successive all’omicidio avevano dimostrato che il telefonino dell’imbianchino non si era mosso da San Salvario. “L’avevo dimenticato a casa. Me

