XXI “Cosa ne pensi del rumeno?”. La domanda di Quadrini ruppe il silenzio che regnava, qualche ora dopo l’interrogatorio, nell’ufficio che condivideva con il commissario. “Cosa penso di Ionut Constantin vorresti dire?”, lo corresse Crema. “Non ho detto quello?”, sbuffò l’ispettore. “Se l’indiziato si fosse chiamato Matteo Rossi mi avresti chiesto ‘cosa ne pensi dell’italiano’?”. “Non fare il moralista, Sergio, sai benissimo come funzionano le cose. Anche tu hai usato quell’espressione”. “E come funzionano le cose?”, domandò Sergio sollevandosi dalla sedia. “Ci siamo noi e ci sono loro, inutile negarlo. Al di là di tutta la retorica che ci vogliono vendere”. “Io, invece, non sono d’accordo. Voglio continuare a non generalizzare. A trattare ogni singola persona da singola persona e

