XXXIII Marco Quadrini fu più volte tentato, durante quella mattina trascorsa lontano dalla sua metà lavorativa, di prodursi in una delle sue battutacce su quel viaggio piuttosto imbarazzante per il commissario. Riuscì però a resistere e non coinvolse il sovrintendente Ansaldi e l’agente Marini nei suoi pensieri osceni. Verso le 10 del mattino, proprio mentre la Grande Punto di Crema entrava a Genova, il cellulare dell’ispettore vibrò e squillò nello spazio di pochi attimi. “Pronto?”, rispose il poliziotto senza nemmeno fare troppa attenzione al mittente di quella chiamata. “Sono Sofia, ciao Marco”, l’ispettore incassò, barcollando dentro, quel saluto veicolato da una voce mielosa. “Ciao, come stai?”, le domandò il poliziotto mentre si guardava intorno. In quel momento era solo dentro

