- Ogni giorno a quest'ora io studio. Giusto ora doveva capitarmi di attendere a quel lavoro di premura! - Ma non vede che a me non importa nulla del suo canto? - gridai io e l'aggredii con un abbraccio violento che mi portò a baciarla prima in bocca eppoi subito sul punto stesso ove avevo baciato il giorno prima. Curioso! Essa si mise a piangere dirottamente e si sottrasse a me. Disse singhiozzando che aveva sofferto troppo di avermi visto entrare a quel modo. Essa piangeva per quella solita compassione di sé stesso che tocca a chi vede compianto il proprio dolore. Le lacrime non sono espresse dal dolore, ma dalla sua storia. Si piange quando si grida all'ingiustizia. Era infatti ingiusto di obbligare allo studio questa bella fanciulla che si poteva baciare. In complesso andava peggio d

