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1854 Parole

25.Si presentò nel mio ufficio un armadio di due metri di altezza per centoventi chili. Capelli fulvi e ricci, lentiggini sul viso. Aveva una maglietta sotto una salopette di jeans e scarpe antinfortunistiche. Tipico physique du rôle da uomo di fatica. Ma in realtà non era proprio così. “Questo è Matteo” lo introdusse Corrado. “Buongiorno” lo accolsi. “Piacere.” Già dalla prima parola c’era qualcosa di dissonante. Dizione perfetta, modi molto garbati. L’abito non faceva il monaco. “Matteo lavora come gruista al terminal contenitori, ma...” lo presentò Corrado. “Ma?” “Prima faceva l’avvocato, poi con la crisi e la mancanza di lavoro, ha dovuto ripiegare su altro per sbarcare il lunario.” “Il gruista?” L’uomo spiegò. “Mio padre aveva un noleggio di macchine movimento terra, attr

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