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1445 Parole

26.Accesi un’altra sigaretta, salii in macchina, e dovetti finire di fumare lì, davanti al volante, prima di risentirmi a posto. Non amavo il cinese. Per quella volta dovetti fare un’eccezione. Avevo preventivamente ingurgitato un gastroprotettore, di un tipo che consigliano per i viaggiatori di paesi esotici. Non mi fidavo affatto di quello che avrei mangiato. Mentre agiva, me ne stavo nella mia carretta parcheggiata al di fuori del ristorante per controllare il viavai. La pioggia era abbastanza fitta da assomigliare a un sipario grigio e freddo che mi divideva dai pallidi ovali bianchi dei visi incorniciati dai finestrini appannati delle macchine che mi sfilavano accanto. Notai subito che i clienti della Grande Muraglia Cinese erano tanti e diversi. Da gruppi di ragazzotti che pri

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