27.Il tavolo era distante più o meno una dozzina di metri. Avevo una visuale perfetta. Non avrei avuto bisogno di fare le acrobazie per fotografarli. Adidas si distingueva anche per l’abbigliamento. Era quello vestito peggio, anche se era il più alto in grado. Tutti i convenuti, dopo essersi alzati in piedi come delle molle e averlo ossequiato con un inchino all’unisono, si sedettero dopo di lui e rimasero in religioso silenzio. Solo dopo l’arrivo di un gigantesco vassoio posato al centro, sul piano girevole, iniziarono a parlare. Uno alla volta e tutti rivolti ad Adidas. Ovviamente anche se potevo sentire quello che si dicevano, non capivo un accidente. Con il telefono che avevo posato sul tavolo feci un tentativo di registrare le loro conversazioni, pur sapendo che il rumore di fon

