16 Pilah si svegliò e si mosse scomodamente sulla sedia dell’ospedale. La schiena le faceva male. Le palpebre erano pesanti per la stanchezza. La stanza era buia, eccetto per le luci blu ghiaccio dei macchinari. Il bip costante del misuratore cardiaco era come una tortura cinese, dopo averlo sentito per ore. Ma qualcosa era diverso. Qualcosa era cambiato. A poco a poco si rese conto che il corpo sotto le lenzuola era rigido per la tensione. Alzò lo sguardo e incontrò gli occhi spalancati di William Green. Nonostante Pilah non indossasse il velo, l’uomo la riconobbe subito. Tentò di raggiungere il campanello per le emergenze, ma lei gli bloccò la mano. Lui lottava e si dimenava nel letto, e Pilah aveva il terrore che si strappasse via qualche tubo. Tenendogli ferma la mano sul materasso,

