31Non ho niente da perdere “Lasciami almeno andare a pisciare” supplico. Senza accendere la luce, ma usando il raggio bianco della pila per fare a fette il buio, mia sorella indica la porta del cesso. Nudo come sono, con i polsi legati sul davanti, lascio scivolare le gambe di lato e mi metto a sedere sul letto, tirandomi poi dritto in piedi forzando le caviglie. Ci metto qualche secondo a cercare la stabilità, ma poi trovo l’equilibrio e mi avvio. “La porta resta socchiusa” mi ordina con la sua voce crepitante, la secca padrona del gioco. Da questa distanza e grazie alla luce della pila riflessa sulla parete noto che i suoi capelli sono di un rosso acceso, di quel rosso che di solito si accompagna alle lentiggini che punteggiano una pelle bianca come il grasso del prosciutto. Su quella

