Chapter 1
Prefazione
Quelli descritti in queste pagine potrebbero apparire fatti veramente accaduti a persone realmente esistite. Non lo sono, in quanto nati dalla fantasia dell’autore. Personaggi, luoghi e vicende sono completamente inventati da Learco che di creatività ne dimostra molta nel narrare cose che potrebbero apparire vere.
È tuttavia il racconto immaginario di una vita, talvolta un poco amara, vissuta con pienezza da Leonardo Giordano, il protagonista bolognese, al quale ogni ricordo torna alla mente mentre naviga a bordo del suo motorsailer. Da questo nasce il titolo dell’attuale romanzo.
Liberdade è invece il nome messo all’imbarcazione, sottintendendo la ricerca di qualcosa che difficilmente si può raggiungere completamente. È un natante piccolo ma dal motore potente, come lo è la voglia di sfidare il mare, forse con la nascosta speranza di finire così la propria esistenza di piccolo uomo. «È dolce morire nel mare…» continua a ripetersi il protagonista, rammentando le parole scritte da Jorge Amado nel suo libro “Mar Morto” e così facendo, tra cielo e mare, i ricordi e le tristezze della propria vita sfilano davanti ai suoi occhi già stanchi di tutto.
Il motorsailer di Leonardo era stato di proprietà al 50% con Dago Kauan, un caro amico che, morendo gli lascia in dono la propria quota non senza lasciargli anche una raccomandazione: “…ti lascio la mia parte della barca. Cambiale pure il nome, se vuoi, ma abbine cura. In lei c’è la mia anima”. Per Leonardo le parole di Dago diventano un testamento morale. Dopo aver rimesso a nuovo il natante Leonardo percepisce, attraverso questo, la continua presenza dell’amico che più non c’è e quella presenza morale gli tiene compagnia mentre la chiglia fende le onde e, dietro di sé, due solchi di spuma segnavano il tragitto di una rotta, già percorsa tante volte.
A trarlo da questo stato di insoddisfazione esistenziale, giungono dall’Italia i suoi figli ed una nipotina. Le giornate di Leonardo, tutto preso dal suo ruolo di cicerone e di padre rinnovato, si animano con quei figli nati da due madri diverse dalle quali Leonardo aveva divorziato. I figli erano cresciuti lontano da lui, allevati dalle due ex mogli. Con loro si instaura un nuovo rapporto e tutto parrebbe andare per il meglio fino a quando il figlio minore, quello avuto dalla seconda moglie, non inizia a dimostrare una forte avversione per il fratello maggiore e decide, all’improvviso di tornarsene a Milano. Per Leonardo è un duro colpo che darà la mazzata finale alla propria salute.
La conclusione di questo racconto riserverà comunque una sorpresa che racchiude l’auspicio dell’avverarsi di una speranza per tutti coloro che, nel mondo intero, non hanno mai smesso di credere nel Creatore dell’Universo, indipendentemente da qualsiasi nome gli abbiano attribuito.
Lo stile con cui i testi sono stati redatti è quello solito di Learco, semplice e lineare. L’abilità descrittiva è, come sempre, quella dell’artista avvezzo all’uso del pennello, sapendo creare immagini che si imprimono, vive come sprazzi di colore, nella mente del lettore.
Elisa Savarese
Presidente dell’Università Avalon
Quando si è vicini all’epilogo del
proprio vissuto ci si trova a dover
fare i conti con il passato. Accade
in un momento di relax… forse,
quando a tutto si può pensare ma
non ad un bilancio.
I pensieri esplodono nella mente
con i lontani ricordi che tornano
portando angosce, sovente volute
dimenticare sebbene mai superate.
Dedico queste pagine ai miei figli
da me lontani, ma non per questo,
meno amati.
(Learco Learchi d’Auria)
I personaggi del presente romanzo sono stati ideati dalla fantasia dell’autore.
Ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti sono puramente casuali.