III.

985 Parole

III. Perché egli era già divenuto in fama di grande scrittore, e le sue opere levavan rumore in tutta Europa: già avvolto di carezze e di minacce, di ossequi e di calunnie, aveva sperimentato, quantunque invano, come il dire la verità o quel che gli sembrava la verità, fosse travagliosa impresa. Ginevra, dove, quasi in seconda patria, era stato ricolmo d'onori, dove, primo italiano il quale ne fosse parso degno, era stato fatto «cittadino borghese», non fu piú luogo per lui dopo che ebbe dato di cozzo nell'«odio teologico» di quei «predicanti»; e perché Luigi XIV lo lusingava di promesse se accettasse la nomina di suo storico, nel 1680 si portò con la famiglia in Parigi. Ma nella prima sua visita al ministro Colbert capí che al re non piaceva uno storico calvinista, e com'egli dichiarò ch

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