10. «S-Serena?» balbettò Blaze. Aveva gli occhi fuori dalle orbite e sul suo viso passarono troppe espressioni, troppo in fretta. L’ultima fu di sgomento e di colpa. «Che cosa...» Serena si rivoltò su un fianco. Blaze guardò verso la porta come a sincerarsi che fosse chiusa. «Pensavi che non lo sapessi?» gli chiese. Lui deglutì. No, era chiaro che pensava di no. «Ho sempre saputo delle tue tresche. Ho sempre saputo che non erano importanti. Ma ora... ora era un comportamento che non capivo». Blaze si passò una mano sulla bocca. Sul collo. «Non lo capisco neanch’io. Mi... mi dispiace. Mi dispiace tanto». Prese aria come se non riuscisse a respirare. «Non so che cosa dire. Sono disgustoso, lo so. È stato... un impulso». «Va avanti da un po’, questo impulso» gli fece notare lei. Sap

