11. Era una grande casa di campagna come ormai non ne costruivano più. Dopo il cancello c’era uno spiazzo coperto di ghiaino dove potevi lasciare la macchina, tutto attorno prato incolto. Poi gli ulivi, intorno alla costruzione asimmetrica, il piano terra più ampio, il secondo piano più piccolo. L’intonaco ocra un po’ crepato, un rampicante su un lato del portico anteriore, dalle colonne di pietra viva e dal pavimento di cotto. «È troppo grande» aveva detto Yidir, quando erano andati a vederla. «Costa poco» aveva risposto lei. Non era del tutto vero. Era l’appartamento di Chiara a Milano che valeva un sacco. Vendendolo ci stava facendo più del necessario a comprarne due, di case di campagna come quella. «È pure un po’ troppo vicina a quello lì» aveva aggiunto Yidir, indicando l’Etna,

