« Tu dirai che io sono rimasto imbarazzato; ma se pensi tosi vuol dire che non hai compreso la natura delle mie induzioni. Per servirmi di un termine sportivo, dirò che non ero mai stato in fallo; non avevo smarrito la traccia nemmeno per un momento; nella catena del mio ragionamento non c’erano anelli mancanti. Avevo seguito il segreto fino all’ultima fase, e questa era costituita dal chiodo. Questo, come ho detto, era eguale a quello dell’altra finestra; ma questa circostanza, ad onta di tutta la sua apparenza conclusiva, diveniva assolutamente zero dinanzi alla considerazione che a quel chiodo finiva il filo conduttore. Dissi a me stesso: questo chiodo deve avere qualche difetto. Lo toccai e la capocchia, insieme con un pezzetto del gambo, per una lunghezza di circa un quarto di pollice

