Ho già detto che le stranezze del mio amico non erano poche e che io evitavo di contrariarle. In questo momento, aveva il capriccio di sfuggire qualunque conversazione intorno al delitto, e questo durò fino al mezzogiorno dell’indomani, allorché, a un tratto, mi chiese se avessi rilevato sul luogo alcunché di particolare. Nel suo modo di pronunciare la parola « particolare » c’era qualche cosa che mi fece rabbrividire, senza che ne sapessi il perché. — No, nulla di particolare, — dissi — nulla, almeno, oltre a ciò che abbiamo letto insieme nel giornale. — La Gazette — replicò Dupin — non si è abbastanza compenetrata, temo, di tutto l’orrore di questo delitto. Ma lasciamo da parte le insulse opinioni di quel giornale. A me pare che questo mistero venga considerato insolubile proprio per

