iii Così gli era sembrato, perlomeno. Eppure, lo sciabordio dell’acqua appena oltre la soglia della tenda, che scandiva ancora il tempo con i suoi battiti attenuati, era reale, quando lui si rese conto di giacere con gli occhi spalancati e comprese che un altro suono si era da poco introdotto con maliziosa delicatezza tra il tonfo e il mormorio delle piccole onde. E, ben prima di capire cosa fosse quel suono, esso aveva risvegliato in lui i centri nervosi della pena e della paura. Ascoltò con attenzione, sebbene dapprima invano, dato che il pulsare del sangue percuoteva i propri tamburi con fragore nelle sue orecchie. Proveniva dal lago, si domandò, o dalla foresta? Poi, a un tratto, con un tuffo e un tremito al cuore, comprese che si trovava proprio accanto a lui nella tenda. Quando si

