12. «Come stai?» Methral si appoggiò con la schiena alla testiera del letto. Così com’era, con la camicia senza bottoni aperta sul petto, i pantaloni e nient’altro addosso. Aveva i capelli umidi di sudore e dava l’impressione di aver appena finito di scopare. Appunto. «Un po’ scosso» rispose lui. Si stropicciò la faccia e si tirò indietro i capelli. «Stamattina sono andato dalla tizia, hai presente». «La contessa di Morit? Era davvero una delle ricattate?» «Sissignora. La tua amica sarta aveva ragione. Si è fidata e mi ha prestato uno dei suoi gioielli. A quel punto l’ho portato ad Aura». «E lui ha individuato il nascondiglio?» «Più o meno». Danais si sedette sul letto, incredula. «Quindi...» «Quindi dovresti prendere la borsa a soffietto che ho nascosto qua sotto e controllare s

