21 «Abbiamo bisogno di riposare», ha detto Ribò, entrando in casa. E si è spalmato sul letto come una cucchiaiata di maionese. Io mi sono accasciato sul divano e mi sto sparando la pennichella del giusto. E all’improvviso ho paura. Mi piglia una fifa fottuta, mi sento nella merda fino al collo. Di colpo, la vicenda del cadavere si presenta ai miei occhi in tutta la sua prepotente assurdità. Intravedo soltanto ora, con chiarezza, il carico di accuse pronte a cadermi addosso, a schiantarmi per sempre. Ho paura. Fino a un secondo fa me ne strafregavo del ciccione. Era come se questa storia, pur vera e reale, avesse come un tratto giocoso, un sottofondo di scherzo, dove io ero il burlato, certo, ma pur sempre dentro il gioco, e tanto mi bastava. Adesso mi viene la strizza al culo. E che striz

