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Ribò, per chi non lo conosce, è secco come una lisca di pesce, sebbene abbia le mani grosse e possegga la forza di un freeclimbingatore (il freeclimbingatore è un citrullo che la domenica mattina si cimenta nel freeclimbingualcosa, quello sport, cretino più che ogni altro sport, che consiste, se ho capito bene, nel cercare di salire su per una parete verticale di roccia facendo uso delle sole mani e forse anche dei piedi, un alpinismo senza corda e senza chiodi, va’ là).
Sia chiaro, Ribò non pratica quella pratica, è solo che i muscoli di quei tali, ne ho visti un paio, sono sottili e lunghi e non dànno a chi li possiede quel caratteristico aspetto di peperone gonfio che hanno, per esempio, i culturisti.
Bene, Ribò è magro e muscoloso, e non fa sport. Ha la faccia da turco, con i capelli neri neri, irti e pure sottili, e ha un gran naso prominente da cui partono i baffi che non sono proprio alla tartara, ma poco ci manca.
Ribò, io non l’ho mai visto ridere. A volte, quando proprio gli altri si sganasciano, lui piega un po’ la testa, stiracchia le labbra da un lato e produce un mmm di gola, cavernoso. Come cammina? Butta le gambe in avanti lasciando ondeggiare la testa ora più su ora più giù. Beccheggia con la testa, ecco, come un cavallo al trotto. Forse è per questo motivo che lo chiamano Ribò. Che poi, io, manco lo ricordo più il suo nome vero. Ma va bene Ribò, come nome.
Ribò ha lavorato per alcuni anni alla polizia scientifica, in uno di quei posti dove tu porti un microscopico pezzetto di foglia estratto da sotto le unghie di un cadavere che sonnecchiava nel cofano di una macchina, e mezz’ora dopo ti dicono a che tipo di foglia corrisponde quel pezzetto, a che specie arborea appartiene, quanti esemplari esistono di quella pianta, come sono distribuiti in quella regione, da quanto tempo la foglia è stata strappata dal ramo e quanti cani hanno pisciato nelle ultime ore alla base della pianta da cui proviene. Poi, se insisti, ti dicono anche a che razza appartengono i cani che hanno pisciato, come sono distribuiti nella regione, se avevano o meno la medaglietta e così via.
Ma non voglio farla lunga. Basti dire che Ribò ha lavorato per la polizia. E ho fatto l’esempio della foglia perché è proprio uno dei casi accaduti a lui, e che lui stesso mi ha raccontato per farmi capire il suo tipo di lavoro.
Lui, Ribò, conosce tutte le piante.
Adesso non lavora più per la polizia. Si è licenziato e fa qualche cosa in proprio, ricerche d’archivio, di persone, di documenti. Abita in centro, ma si è preso un pezzo di terra fuori città, dove coltiva piante di ogni specie. Credo che un posto così si definisca vivaio. Ebbene, Ribò ha un vivaio, anche se a me questa parola fa un po’ schifo, perché mi ricorda vespaio, formicaio e letamaio. Però la parola letamaio mi piace. Stavo dicendo del vivaio, comunque.
Ribò ha un vivaio. Cavoli suoi.