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16 La casa di Ribò è come lui. A parte il naso, naturalmente. Più sobria di un club di astemi. Muri bianchi. Qua e là un mobile di legno antico, nessun orpello, nessun soprammobile. Pochi quadri, e laggiù, proprio sulla cornice che inquadra un vecchio specchio, un camaleonte. Dipinto da me. Ne ha voluti più di uno, Ribò. È sempre più bello, il camaleonte. Sono davvero contento di me. Sembra che stia cambiando lentamente colore, con il variare della luce. È uno dei miei migliori trompe-l’oeil, sebbene così piccolo. Ricordo benissimo il periodo in cui lavoravo qui, in casa di Ribò. Ricordo una scena che mi ha scavato un buco nelle viscere, dal ridere. Stavo proprio finendo il camaleonte. Non ci posso pensare. Non ho mai riso tanto. Poteva essere più o meno metà pomeriggio. Io me ne stavo im

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