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807 Words

15 Mezz’ora. Tre quarti d’ora. Che fa, Ribò? Mi rispondo subito: fa. Lui fa, a differenza di me, che invece me ne sto qui ad aspettare, sotto un platano, come una pisciata di cane. Ma anche le pisciate di cane, prima o poi, asciugano. Lascio il platano (anche se non siamo mai stati fidanzati) e mi avventuro sotto i portici di corso Vinzaglio. Devo telefonare, al più presto. Io non ho il cellulare, perciò mi devo arrangiare. C’è un bar aperto. Sarebbe impreciso dire che ci entro, perché in realtà vi irrompo, dilago, tracimo, deflagro. «L’elenco, per favore» grido al mescitore. «Cinar, pernò, puntemes, cinsan, martini, ca fasa chiel», recita lui, senza staccare gli occhi dal giornale. «L’elenco telefonico, le “Pagine Gialle”», imploro, incapace di rispondere con ironia alla facezia del

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