Mono
Arturo nasce a Cali, Colombia il 14 gennaio 1977. Frequenta dapprima una scuola britannica e poi una scuola americana.
All'età di 11 anni si trasferisce in Svizzera poiché il nonno materno è Svizzero. Studia alle medie, al liceo e dopo un anno sabatico va all'Università di Neuchâtel, dove studia antropologia, geografia ed economia politica.
Poi studia un anno architettura a Mendrisio. Fa svariati tipi di lavori.
Ama scrivere.
Mono
Brindiamo in questo calice che ora è pieno, ma fra poco vuoto. E poi al massimo c'è la pastiglia!
Mo no; mo non ho voglia di scrivere. Anche perché non ho il mio computer ed iniziare a scrivere un libro col telefonino è roba da quarto millennio e per quanto ci potessi mettere non penso di arrivarci. Ancora.
Mo ho voglia di dipingere, ho voglia di parlare al mondo. Ho voglia di diventare un Dio nel videogioco più semplice, più bello e più umile che ci sia. Uno che m'è venuto in mente in questi giorni. Pensavo: quanto sarebbe bello se soltanto con le lettere si riuscisse a fare i disegni più belli, a fare le mosse più giuste e che il tutto risultasse visibile grazie a un qualche gioco d'illusione ottica per la posizione e la forma dei caratteri.
E poi ho realizzato: beh, scrivere. Scrivere bene è bello quanto dipingere. Si può creare il paesaggio che si vuole, trasmettere le sensazioni che si vuole. Descrivere l'interazione che si vuole. Come quella tra un cervello pieno di fantasia come fossero legnetti e un'anima colma di voglia di divertirsi come fosse benzina per farci davvero diventare un connubio all'altezza di qualsiasi tra i più recenti giochi della play, con una grafica da chiedere ai personaggi di spostarsi per non farti ombra e di chiudere la finestra per non creare corrente…