5Un motoscafo si approssima al molo. Fa zig-zag tra le altre imbarcazioni suscitando un notevole moto ondoso.
De Donno non schioda lo sguardo dall’incanto.
Dalla parte opposta del Canal Grande troneggia la Chiesa della Salute. I gabbiani svolazzano e gridano. I vaporetti scivolano sull’acqua carichi di stranieri benestanti e poveracci locali.
Oh, Venice… How lovely…, sogna lo scrittore a occhi aperti.
S-ciaf! S-ciaf!, fa l’acqua del Canal Grande colpendo il Fanón. S-ciaf!
Calogero e il dipendente attraccano. Legano accuratamente l’imbarcazione.
«Buongiorno», dice De Donno con la difficoltà tipica di chi vive per conto suo.
«Buongiorno!», esclama una voce cristallina alle spalle dell’autore. De Donno sobbalza.
Si volta lentamente, come se dietro di lui si trovasse un atroce pericolo e non una mora affascinante, giunta fin lì percorrendo tortuose calli.
Il Dr. Calogero Venezia salta sul molo. Nick Belushi lo segue con gli occhi stralunati.
Il Medico guarda il palazzo dal tetto all’acqua. Dall’acqua al tetto.
Ha già capito quello che gli serve capire.
«Bene, ci siamo tutti», constata Sara Cattabriga, ex cantante lirica, titolare dell’agenzia immobiliare Il Mercante.
Estrae le chiavi di Palazzo Fanón. Ha una borsetta scelta con gusto, come ciascuno dei dettagli che connotano questa eccellente professionista.