L'incontro
New Orleans era una città che viveva di notte.
Le sue strade illuminate da vecchi lampioni custodivano segreti che nessun turista avrebbe mai immaginato. Dietro le facciate colorate del Quartiere Francese si nascondevano antiche congreghe di streghe, praticanti del voodoo e creature immortali che si muovevano nell'ombra.
Da secoli esisteva una tregua fragile tra due razze destinate a odiarsi: le Streghe e i Vampiri.
Un equilibrio costruito sul sangue.
E destinato a spezzarsi.
Iside Moreau ignorava tutto questo.
A ventiquattro anni conduceva una vita semplice. Ogni sera lavorava come barista nel locale appartenuto alla sua famiglia da tre generazioni, "Le Jardin Noir", un elegante jazz bar ricoperto di orchidee viola e candele profumate.
Per lei la magia era soltanto una leggenda raccontata ai turisti.
Almeno fino a quella sera.
La pioggia cadeva lenta sulle strade di New Orleans quando la porta del locale si aprì.
Entrò un ragazzo alto, vestito completamente di nero.
Capelli scuri, occhi color ambra e una bellezza così inquietante da sembrare irreale.
Per qualche motivo l'intero locale sembrò diventare silenzioso.
L'uomo si avvicinò al bancone.
«Un bourbon.»
La sua voce era calma, profonda.
Iside gli sorrise.
«Subito.»
Mentre gli porgeva il bicchiere, le loro dita si sfiorarono.
Fu un istante.
Un lampo attraversò il corpo della ragazza.
Visioni.
Un castello immerso nella neve.
Una luna color sangue.
Una donna con lunghi capelli rossi che pronunciava il suo nome.
Poi il buio.
Iside crollò a terra priva di sensi.
Quando riaprì gli occhi era nel retro del locale.
«Hai avuto un calo di pressione...» disse suo padre, preoccupato.
Lei annuì, ma sapeva che non era stato quello.
Aveva visto qualcosa.
Qualcosa di impossibile.
Il misterioso ragazzo era sparito.
Per tutta la settimana Iside cercò di convincersi che fosse stato solo un malore.
Finché, sette giorni dopo, la porta del "Le Jardin Noir" si aprì di nuovo.
Era lui.
Questa volta non era solo.
Accanto al bancone sedeva Amelia, la proprietaria del negozio di antiquariato dall'altra parte della strada. Una donna elegante, sempre vestita di nero, con lunghi capelli argento e occhi di un azzurro innaturale.
Il ragazzo la fissò per alcuni secondi.
Poi sorrise.
«Amelia... che onore averti qui.»
Quelle parole gelarono il sangue della donna.
Per la prima volta, Iside vide il volto di Amelia perdere colore.
«Non può essere...» sussurrò.
«Tu sei morto quattro secoli fa.»
Il ragazzo rise piano.
«Molte persone lo credevano.»
Iside osservava la scena senza capire.
Chi era quell'uomo?
Come poteva Amelia conoscerlo?
E soprattutto...
Perché, ogni volta che lui la guardava, il suo cuore sembrava ricordare qualcosa che la sua mente aveva dimenticato?